Sull’isola è arrivato l’effetto Berlusconi: "Dove metto la faccia io si vince"

Dietro l’exploit di Cappellacci l’impegno in prima persona del
Cavaliere. "Avete visto? È un risultato splendido. Tutti sanno quanto
ami questa terra". Dedicato a Walter Veltroni: "Che coraggio dire che è
finita la luna di miele
tra governo e Paese"

Roma La giornata Silvio Berlusconi la passa ad Arcore, in contatto costante con la Sardegna e in compagnia di Romano Comincioli. È proprio il senatore azzurro - ormai dal ’94 vero e proprio ambasciatore del Cavaliere sull’isola - a tenere il filo sin dalla mattina con Ugo Cappellacci e con i parlamentari sardi che per l’occasione presidiano i loro territori. Ed è sempre Comincioli, ora dopo ora, a raccontare al premier il crescendo di ottimismo mentre iniziano ad arrivare i dati delle prime sezioni scrutinate. Se a inizio pomeriggio prevale infatti una certa prudenza («non va male, ma bisogna aspettare le zone sensibili...»), già verso le sei la situazione sembra decisamente più favorevole. Nuoro, per dirne una, nonostante sia una roccaforte di Renato Soru fa registrare un testa a testa, mentre Iglesias - governata dal centrosinistra - vede Cappellacci nettamente in vantaggio. Segnali che fanno sbottonare anche uno solitamente prudente come Piero Testoni, deputato sassarese di casa a Palazzo Grazioli. «A questo punto - dice - si può decisamente parlare di un trend positivo. Aspettiamo fiduciosi».
E Berlusconi è certamente il più fiducioso di tutti, se ancora a urne aperte non mostrava il minimo dubbio. «Non metto mai la faccia su battaglie dove si perde», erano state le sue parole. E che il Cavaliere si sia speso in prima persona nella partita sarda è fuor di dubbio. Tra gennaio e febbraio, infatti, è stato per ben tre volte a Cagliari, passando per Sassari, Nuoro, Olbia, Alghero, Arzachena e Tempio Pausania. Un vero e proprio tour de force, con diversi affondi dedicati a Soru. Un pressing che ha di fatto trasformato le elezioni sarde in un test a valenza nazionale, nonostante Berlusconi - più per prudenza che per convinzione - abbia sempre rigettato questa lettura. D’altra parte, anche a Palazzo Grazioli c’era chi gli consigliava cautela, temendo che alla fine Cappellacci sarebbe uscito sconfitto dal faccia a faccia con Soru e che non solo il Pd ma anche gli alleati avrebbero usato il risultato sardo contro il Cavaliere. Ma, aveva insisto in più d’una occasione il premier, «io mi fido soprattutto del mio istinto» e «vado avanti». Così aveva deciso di non mollare la campagna di Sardegna nonostante i timori di qualche consigliere. «Avete visto?», s’è lasciato sfuggire ieri sera quando il risultato di Cappellacci si è andato delineando ben più rotondo del previsto. E ancora: «Avete visto che avevo ragione io?».
Che nella partita Berlusconi abbia avuto un ruolo fondamentale lo dimostrano soprattutto i risultati di Porto Torres e Iglesias, due zone storicamente di centrosinistra per le quali il premier si è molto speso. Nel primo caso stipulando un accordo tra il governo e la Safi per la cessione degli impianti chimici che erano in crisi, nel secondo promettendo garanzie per l’azienda russa Rusal proprietaria di Euroalluminia. Così, ci sta che il premier gongoli, perché - ripeteva ieri in privato - non solo «hanno sottovalutato Ugo» ma «hanno anche tentato di dipingermi come un colonizzatore quando tutti sanno quanto io ami la Sardegna». Ma la soddisfazione è anche nei confronti di chi, da dentro il Pdl, aveva messo in dubbio la bontà della scelta del candidato, fortemente voluto dal premier nonostante le neanche troppo celate perplessità di An. Non a caso, la querelle con Gianfranco Fini sui meccanismi decisionali del Pdl era nata proprio nei giorni seguenti l’investitura di Cappellacci. E ancora qualche giorno fa il presidente della Camera ripeteva in privato che nella scelta di Cappellacci «An non ha avuto alcun ruolo». Come a dire che una sconfitta sarebbe andata tutta a carico del Cavaliere. Che forse anche per questo ieri insisteva molto sul concetto di cui sopra: «Avete visto?».
Insomma, non c’è dubbio che la campagna di Sardegna l’abbia vinta soprattutto Berlusconi. Eppoi - ironizzava ieri con i suoi prima della cena ad Arcore per discutere dell’Expo 2015 - «Veltroni ha il coraggio di andare in giro a dire che la luna di miele tra il governo e gli italiani è finita».