Ma sull’Opa i magistrati incalzano Consorte

Tre ore di audizione in Procura a Roma nell’inchiesta per aggiotaggio e ostacolo agli organi di vigilanza. Il presidente Unipol: «Essere una compagnia assicurativa non pregiudica l’operazione»

Emanuela Ronzitti

da Roma

Le nubi giudiziarie sull’Opa lanciata da Unipol sulla Banca nazionale del lavoro, sembrano diradarsi. Questo, almeno secondo la versione data da Giovanni Consorte, presidente della cooperativa, dopo l’interrogatorio di ieri con i magistrati del tribunale di Roma. Consorte è stato ascoltato per la seconda volta dal procuratore Achille Toro, dopo la testimonianza del 15 giugno scorso. Tre ore di audizione. Il rebus giudiziario è quello dell’acquisto di una grande banca da parte di una coop assicurativa. Secondo Consorte «il fatto di essere una assicurazione non può condizionare l’Opa: non abbiamo interesse a scendere sotto il 51% del capitale per fare un patto di sindacato» e in caso di irregolarità «sarà la magistratura ordinaria ad occuparsene». Se poi c'è «un interesse dei soci che devono rappresentare il 5 per cento del capitale, che facciano opposizione. Noi abbiamo tre pareri - ha detto - e qualcosa in più: tutta la documentazione economica a sostenere i pareri legali». In ogni caso Consorte ha ribadito che la scalata «non può essere compromessa dal cambiamento dell'oggetto sociale» cioè dal fatto che Unipol, un gruppo essenzialmente assicurativo, acquistando «una banca della dimensioni di Bnl potrebbe diventare invece un gruppo bancario». La compagnia bolognese, intanto, spinge l'acceleratore in vista dell'Opa su via Veneto: dopo la presentazione agli analisti, il prossimo passo è infatti l'aumento di capitale, all'esame del cda a metà della prossima settimana. Poi, al massimo agli inizi della successiva, sarà pubblicato il prospetto relativo all'iniezione di capitali. L'ipotesi di scendere sotto il 51 per cento in Bnl ha voluto precisare Consorte «non è mai stata presa in considerazione».
Successivamente, riferendosi a quanto accadrà una volta acquisito il controllo della Bnl, Consorte rassicura sulla nomina dell’amministratore delegato per la banca romana aggiungendo che «prima si dovrà verificare la situazione dell’azienda» sottolineando che «non si può entrare» in una nuova struttura e «fare il lanzichenecco», rischiando così di stravolgerla. A questo si aggiunge l’aspra critica del manager alla legge attualmente in vigore sull’Opa «credo che quando finirà tutta questa vicenda sarebbe bene che che è preposto riesamini e studi la legge» perchè come è strutturata adesso è «farraginosa e complessa» e debba essere «rielaborata» perchè rischia di «far fare errori». L’interrogatorio di Consorte, dal sapore puramente informativo e non inquisitorio, si lega a doppio nodo con l’audizione tenuta, allo stesso scopo davanti ai magistrati romani proprio nei giorni scorsi anche dell’attuale presidente della Bnl Luigi Abete. Finora, infatti, dalle indagini svolte dalla procura romana nessun nome è stato iscritto nel registro degli indagati, anche se la magistratura prosegue la sua marcia serrata sulle accuse sollevate contro ignoti per i reati di manipolazione del mercato, ostacolo agli organi di vigilanza (Banca d’Italia e Consob). Fino a quello più grave, l’aggiotaggio, ovvero la diffusione di notizie false o distorte che inficiano il regolare andamento del titolo in Borsa. Il manager Unipol ha inoltre consegnato alla procura di Roma anche tutta la documentazione riguardante oltre i dati sul prospetto informativo consegnato alla Consob, anche quelli sul piano industriale che Unipol intende realizzare per Bnl precisando che «è stato un colloquio di grande collaborazione». In realtà, secondo Consorte «il problema da chiarire era il prospetto informativo» quello che ieri l’altro ha «spiegato alla comunità economica e che credo abbiano visto tutti gli addetti ai lavori». Sul piano operativo, la vendita del 35 per cento di Aurora - ha spiegato Consorte - sarà completata entro 15 giorni. «Ci sono delle perizie e chi comprerà, se compra, lo farà a 750-800 milioni di euro». Quanto a Clessidra, «non è uscita dall'asta, credo che abbia già smentito».