Sulla A4 il record dei Tir: 20mila infrazioni all’anno

da Venezia

Il punto è che non pagano. Non solo. Le multe non saldate passano in cavalleria: chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha avuto e il passato, va da sé, non lascia traccia negli archivi solitamente infallibili di polizia stradale e vigili urbani. Per gli automobilisti, ma soprattutto per i camionisti, che hanno la patente straniera, l’Italia è una pacchia. Ed è questo il motivo principale che spinge gli autisti ad affrontare con approssimazione le norme del nostro codice stradale, aumentando le probabilità di incidenti stradali.
Il concetto vale per tutto il paese, ma uno dei tratti autostradali in cui è più facile avere la riprova di questa conseguenza è quello veneto dell’A4. Lo stesso dove la settimana scorsa è avvenuto il tragico incidente che ha causato la morte di sette persone, compreso Roman Baran, il camionista polacco alla guida del bestione che all’improvviso ha sterzato invadendo la corsia opposta.
Un’inchiesta del Gazzettino rivela che nel solo Nord Est ogni anno 20mila contravvenzioni affibbiate a cittadini stranieri, per un controvalore di quasi di un milione di euro, vengono considerate carta straccia. Roba che se lo fa un italiano all’estero, bene che vada gli sequestrano l’auto. E se invece va male, finisce in galera. Se sgarrate una volta in Svizzera, per dire, e se una volta a casa ve ne infischiate della multa che trovate nella cassetta della posta, l’unica possibilità di farla franca è quella di non tornare più nel paradiso di banche e cioccolato o di trovare semmai un poliziotto di turno che vi farà pagare il tutto con gli interessi.
In altri paesi, invece, manco si sognano di lasciarvi andare senza tirar fuori la carta di credito. È vero, quindi, che i camionisti stranieri, in media, provocano un maggior numero di incidenti, ma non è vero che li provocano perché sono più scarsi al volante. Questa è gente che sa guidare, e anche bene, tenuto conto in che condizioni è costretta a viaggiare in paesi che, al posto delle autostrade a tre o quattro corsie, hanno dei sentieri (vedi Romania).
Solo che in Italia possono permettersi il lusso di violare le norme più elementari di sicurezza senza grossi problemi. Su uno dei tanti forum di camionisti, un ex autotrasportatore spiega come risolvere il problemi: «Meno soldi alla Rai e più alla polizia stradale, controllo satellitare delle ore di guida, network europeo di motorizzazioni civili per le patenti, più aree di sosta e quando un’autista supera le ore di guida si tolgano dei punti a lui e si infligga una multa compresa fino ai 14mila euro al datore di lavoro». Facile, no?