Sulla bocca di Melania tracce di dna di Parolisi: lasciate prima della morte

Il marito e unico indagato per l'omicidio di Melania, le ha toccato la bocca poco prima che la donna morisse. I legali dell'uomo: "E' stata una donna"

Ascoli Piceno - A quasi quattro mesi dalla morte di Melania Rea - la 29enne trovata morta, massacrata da 33 coltellate, il 20 aprile nella pineta di Ripe di Civitella, nel teramano - una svolta alle indagini sembra arrivare dall'autopsia, depositata due giorni fa dall'anatomopatologo Adriano Tagliabracci. Secondo la perizia, infatti, Le tracce del dna di Salvatore Parolisi sulla bocca di Melania (in particolare sulle labbra e sulle gengive) sarebbero state lasciate poco prima che la donna morisse. Se il contatto tra i due fosse avvenuto molto tempo prima, il movimento della lingua e della saliva della stessa donna le avrebbe "cancellate". Lo scenario che si profila è dunque un bacio "mortale", o la mano di Parolisi sulla bocca della donna per non farla urlare o tenerle fermo il capo.

I colpi post mortem L'assassino inoltre, dopo averla uccisa, tornò sul luogo del delitto e per inquinare le prove la colpì di nuovo con un'altra arma, non una lama, comunque diversa da quella con lui l'aveva uccisa (di cui probabilmente si era già disfatto). Per far questo, scostò le mani che la povera donna aveva ancora riunite sul petto per difendersi dai colpi mortali e affondò l’arma sul cadavere.

Colpita mentre era accovacciata Confermata invece l'ipotesi che la donna sia stata sorpresa alle spalle dall'aggressore mentre stava facendo pipì. Pantaloni, collant e slip, trovati abbassati, non erano infatti stracciati, sintomo che era stata la stessa donna a spogliarsi. Melania inoltre non è stata minacciata perchè non aveva tracce di pianto (il trucco era intatto). Il gocciolamento del sangue poi indica che la donna è stata aggredita quando ancora aveva i pantaloni abbassati. L’aggressione si è svolta in più fasi: dapprima l’assassino ha tentato di "scannarla" prendendola alle spalle, poi c’è stato un brevissimo inseguimento e infine l’abbattimento a terra di Melania, che è stata raggiunta da una serie di colpi a ripetizione inferti con un'arma impugnata nella stessa maniera, e, quindi, dalla stessa persona.

La difesa di Parolisi Intanto, mentri i pm hanno chiesto l'arresto per Parolisi, i legali dell'uomo tornano a difendere la sua innocenza. E lo fanno dopo che l'autopsia sul corpo della donna è stata depositata. Secondo gli avvocati la perizia dell'anatomopatologo Adriano Tagliabracci rileva che "sotto le unghie di Melania è stato trovato Dna femminile".

I legali: l'assassino e una donna L'avvocato Walter Biscotti spiega come, all’interno del fascicolo della perizia dell’esperto nominato dalla Procura, un fascicolo di 90 pagine, le prime cinque pagine siano dedicate ai quesiti dei pm. Ma è solo "nelle due paginette conclusive, dove c’è addirittura un rimando all’apposito paragrafo" che, secondo il legale, "si legge in una riga che sotto le unghie di Melania si trova un Dna misto della vittima e uno femminile. Melania inoltre sempre secondo la perizia si è difesa dal suo assassino con le mani, quindi diventa rilevante al fine di determinare la dinamica della morte, la presenza di questo Dna femminile". L'avvocato poi sottolinea come le ferite inflitte post mortem a Melania siano "datate in un tempo considerevolmente distante da quello della morte, e visto che Parolisi, secondo la stessa ricostruzione dell’accusa, è stato visto da numerosi testimoni alle 15.30 a Colle San Marco, questa è una prova della sua estraneità al delitto".

Il dna di Parolisi solo sulla bocca di Melania Un altro particolare secondo l’avvocato Biscotti, è rilevante ai fini della ricostruzione della dinamica dell’omicidio: l’unica traccia di Salvatore Parolisi è stata ritrovato sulla bocca della donna: "Probabile conseguenza di un bacio", spiega il legale. "Tutto questo - sottolinea l’avvocato di Salvatore - deve far riflettere. Perché non si cerca quella donna? Quella donna che potrebbe essere l’assassino di Melania. Ma ormai media e Procura sembrano orientati verso un’unica direzione". Inoltre, "si parla addirittura di una fuga di Melania, la donna avrebbe tentato di fuggire ma come poteva fuggire se aveva sia i pantaloni che gli slip abbassati? Sorpresa dall’assassino proprio nell’atto della minzione". La morte di Melania Rea è fissata dal prof Tagliabracci in una forbice che va dalle 14 alle 15.30, ma questo punto, secondo l’avvocato Biscotti, "sembra troppo adagiato sulle tesi accusatorie", ed è uno degli elementi su cui il professor Lorenzo Varetto, il consulente tecnico di Parolisi, sta lavorando.