Sulla carta il box è un «affare»: aumenti del 42% a lavori finiti

I più fortunati sono stati i residenti di via Suzzani. Quando aprì il cantiere che avrebbe messo a disposizione 149 posti auto, il prezzo di vendita era fissato a 18mila 524 euro. E, a lavori conclusi, l’asticella è rimasta praticamente ferma dov’era. Peggio, molto peggio, è andata a chi aveva tentato la sorte in via Bacchiglione. Per aggiudicarsi uno dei 231 posti auto realizzati dalla ditta costruttrice, hanno dovuto allargare - e non di poco - i cordoni della borsa. Un box che doveva costare poco più di 16mila euro, infatti, ha sfiorato i 23mila euro. Per la precisione, 22mila e 989. Tradotto, il 42,2 per cento in più. È la lotteria dei parcheggi, in cui un intralcio qualunque (una variante in corso d’opera, uno stop della Sovrintendenza, un ricorso contro l’abbattimento di alberi) produce rincari che si scaricano sugli acquirenti.
L’elenco di 47 parcheggi (già realizzati) che hanno subito le variazioni di costo più consistenti è depositato negli uffici tecnici di Palazzo Marino. E, oltre a via Bacchiglione, ci sono altri casi eclatanti. L’ampliamento del cantiere di Piazzale Dateo (i cui lavori per realizzare 348 posti auto sono slittati di oltre 100 giorni «a causa - scrivono i magistrati - delle interferenze dei servizi in sottosuolo») registra una aumento del 31,24 per cento. Un box che in origine doveva costare poco più di 20mila euro, è finito sfiorare la soglia dei 27mila. In via Alghero - zona Gorla, vicino al naviglio della Martesana - la cooperativa edile ha realizzato 64 posti auto, ciascuno dei quali è stato pagato quasi 16mila euro, a fronte dei 14mila e 700 fissati all’inizio dei lavori (+28,8 per cento). In via Nikolajevka, periferia Ovest di Milano, i 187 box sono passati da 13mila e 800 euro a oltre 19 mila (+37,4 per cento). E ancora, sfondano rincari del 20 per cento i parcheggi di via Capecelatro (da 16.700 a 20.500 euro, +22 per cento), via Caterina da Forlì (da 12.800 a oltre 15mila, +22 per cento), via Ciceri Visconti (82 posti passati da 19mila a più di 23mila euro, con un incremento del 20,59 per cento), via Donati (zona Lorenteggio, 283 box passati da 16mila a 20mia e 200 euro, +22,73 per cento). Una parte dei 47 parcheggi, poi, ha registrato aumenti che si sono assestati tra il 15 e il 20 per cento. Da via Calabria (da 14 mila a 16.500 euro, +17,2 per cento), a piazza Po (297 posti auto venduti a un prezzo finale pari a 23mila 617 euro, contro uno iniziale di poco più di 20mila, con un incremento del 16 per cento). Infine, ci sono gli aumenti fino al 15 per cento. I più significativi sono quelli di via Leone XIII (da 23 a quasi 26 mila euro, +13 per cento), di viale Sarca (da 14mila e 400 a 16mila e 500, +14, 6 per cento), di via Adda (da 26 a 29mila euro, +13,4 per cento), di via Romagnoli (174 posti inizialmente venduti a 2o mila euro, poi assegnati per 23mila, +12,5 per cento).
Rincari che i costruttori hanno giustificato il più delle volte con un «incremento Istat» e le «ragioni di natura tecnica». Come scoprire che scavando nel centro storico della città si rischia di trovare una necropoli. E stupirsene.