«Ma sulla crisi dell’agricoltura nemmeno una parola»

Pierangelo Maurizio

Gentile Presidente Lorenzetti, offese a parte, perché neanche una parola sull’«eccesso» di agriturismi e di casali ristrutturati con i fondi europei? E come mai neanche una sillaba sul fatto che nonostante i 395 milioni di euro piovuti (dalla Ue, dallo Stato, dalla Regione) in 4 anni - dal 2000 al 2004 - sul «piano di sviluppo rurale» umbro, l'agricoltura in Umbria stia vivendo una crisi gravissima come denunciano - inutilmente - le associazioni di categoria?
La breve e garbata lettera della Presidente conferma una cosa. Che in questi 10 anni il centrosinistra in Umbria ha avuto una sola parola d'ordine: spendere il più possibile. Per fare che, beh, questo è un altro discorso.
Quanto all’«invidia» per il bulgaro 63 per cento di voti, la Lorenzetti non replica alle critiche (Il Giornale se ne è occupato il 2 ottobre) sul modo di gestire il consenso in Umbria attraverso i 300 enti pubblici (oltre alle Asl, le Aziende ospedaliere, i municipi, le due Province, ecc.), al dossier raccolto da Carlo Ripa di Meana, già consigliere regionale del centrosinistra e al quale la Lorenzetti evita da più di un anno di dare risposte, così come non risponde ai giudizi tutt'altro che «invidiabili» più volte espressi da osservatori autorevoli come Ernesto Galli della Loggia. È risaputo che la Presidente in questi anni è stata abituata a un'overdose di «buona stampa»: ma, di grazia, quali sarebbero le bugie contenute nel mio pezzo? Meno arroganza e risposte più concrete forse potrebbero aiutare tutti a capire meglio.
Cordialmente.