Sulla destra riecco Campagnaro

Partitella in famiglia per la Samp e tracce preziosissime per scoprire la formazione che affronterà l’Udinese. In porta Mirante (dunque ha recuperato) ma soprattutto sulla fascia destra riecco Campagnaro, pronto dopo quasi un paio di mesi ai box. Scontata la presenza di Accardi sulla sinistra, Mazzarri ieri ha provato come centrale Lucchini. Anche a centrocampo qualche novità. È rientrato Palombo al posto di Volpi mentre Delvecchio è stato sperimentato per lo squalificato Sammarco. E davanti ovviamente Cassano e Bellucci.
E proprio l’ex attaccante del Bologna suona la carica in vista del match di domenica: «Sia noi che l'Udinese giochiamo un bel calcio, e loro in trasferta hanno vinto parecchio. Ma questa sfida vale l'Europa, e vogliamo continuare a vincere». Invita i compagni a non farsi comunque condizionare dall’allarme diffida che, però, volteggia sui giocatori blucerchiati, e scommette su una Samp sempre puntuale e vincente al Ferraris: «Né noi né l'Udinese speculiamo sul risultato, in casa come in trasferta: giochiamo per vincere, e giochiamo bene. La mentalità è questa, e averla conquistata fa onore sia a noi che a loro. Però aggiungo una cosa: se abbiamo un punto in più qualcosa di buono l'abbiamo fatto vedere, no? E poi a Marassi abbiamo sempre dettato legge: dobbiamo continuare a farlo». Bellucci manda un messaggio anche a Vincenzo Montella: «Forse con lui avremmo anche qualche punto in più». E proprio l’Aeroplanino ha partecipato alla partitella di ieri, un segnale importante per Mazzarri che potrebbe contare anche su di lui per le ultime giornate di campionato.
Intanto, ieri il presidente Riccardo Garrone è tornato a parlare dei deferimenti sul caso Kalù e Antonini. «Il nostro, se è un peccato, è il minimo del peccato veniale. Io ritengo che non ci siano per noi i presupposti per arrivare a sanzioni, condanne o retrocessioni, data la natura dei fatti - ha proseguito -. La nostra situazione è ben diversa da quella di altri, basta vedere gli atti di altre società molto importanti che si trovano a nord di Genova». Ma subito dopo, Garrone ha anche accusato una parte della stampa che ha riportato in dettaglio la notizia del deferimento: «Chi sparge sterco su di me, la mia famiglia e la Sampdoria - queste alcune delle espressioni più dure del presidente - dovrà fare i conti con le nostre contromisure». Altrettanto dura la replica dell’Associazione ligure dei giornalisti, che tramite il segretario Marcello Zinola, «censura» Garrone: «Sui giornali è stata riportata la notizia spiegando anche le ipotesi di soluzione del processo. I giornalisti, insomma, hanno fatto il loro mestiere. Lasciamoli lavorare».