«Sulla fecondazione è prevalso il buon senso Il vero referendum lo farà la Lega sull’euro»

A Pontida il ritorno di Bossi e una consultazione sulla moneta unica con quattro ipotesi di voto. Il ministro: «Un quesito del genere lo voterebbero tutti gli italiani. La Turchia nell’Ue? Impossibile»

Adalberto Signore

da Milano

A via Bellerio è iniziato il conto alla rovescia per domenica, quando dopo oltre due anni la Lega e Umberto Bossi torneranno sul prato di Pontida. E la segreteria politica di ieri (presenti tra gli altri i ministri Calderoli, Maroni e Castelli) ha ribadito l’intenzione del Carroccio di lavorare a un referendum sull’euro. «A Pontida - spiega Roberto Calderoli - daremo la parola al nostro popolo. E gli chiederemo un parere sulla moneta unica».
Quattro le possibilità su cui i leghisti potranno mettere una croce: ritorno alla lira tout court, lira agganciata al dollaro, doppio corso lira-euro oppure rimanere nella moneta unica. «Quando sapremo come la pensano i nostri - spiega il ministro delle Riforme - allora potremo lavorare seriamente su una proposta di legge di iniziativa popolare», necessaria per rendere «referendabile» Maastricht visto che oggi l’articolo 75 della Costituzione vieta i referendum sui trattati internazionali. Calderoli, l’ha già detto, è favorevole alla doppia circolazione, mentre Roberto Maroni sarebbe indeciso tra il doppio corso e la lira agganciata al dollaro. Ma c’è anche chi, come il sottosegretario Roberto Cota, non esclude la possibilità di esprimersi per il ritorno alla lira («con questa Europa sono davvero arrabbiato»). «Altro che fecondazione - chiosa Calderoli - quello che ci vuole è un referendum sull’euro. Allora sì che le urne sarebbero affollate. Anzi, andrebbero a votare più al Sud che al Nord». D’accordo Maroni, perché quello della moneta unica «è un problema certamente più sentito dai cittadini rispetto alla procreazione assistita».
A via Bellerio - dice il ministro delle Riforme - si sta anche ragionando su «un’iniziativa che consenta al popolo di essere consultato ogni volta che si determinano riduzioni della sovranità nazionale». Un meccanismo, per capirci, per il quale non sarebbe stato possibile dire «sì» alla Costituzione europea solo con un voto parlamentare. Calderoli, però, esclude che sia quello l’obiettivo della Lega («per noi, ormai, la Carta Ue è andata... è andata nel dimenticatoio»). Ma ci saranno sicuramente altri passaggi importanti nella costruzione dell’Ue «su cui è giusto che il popolo dica la sua». Quello sulla Turchia, per esempio. «Non entrerà mai in Europa», dice il ministro delle Riforme. «Ormai - spiega - il nocciolo duro di Paesi che costituiscono l’Ue c’è già. Anche questa rincorsa a Bruxelles di molti Stati dell’Est mi pare francamente inutile».
Intanto, i dirigenti del Carroccio si sono divisi i compiti. Ognuno lavorerà su un argomento (dall’euro, ai dazi fino alla questione sicurezza) e invierà le sue considerazioni a Bossi. Che tra giovedì e venerdì farà la sintesi e butterà giù il suo intervento per Pontida, un comizio che nella Lega non è mai stato così atteso. «Tutta la manifestazione - spiega Calderoli - sarà incentrata sul ritorno di Umberto che illustrerà il programma della Lega di qui alle elezioni politiche». «Le sorprese - assicura il ministro delle Riforme - ci saranno. E non poche».
adalberto.signore@ilgiornale.it