«Sulla Finanziaria non lasciateci soli»

Gianandrea Zagato

Contro l’accanimento della Finanziaria protesta anche la Confederazione nazionale dell’artigianato. Tartassati dal governo di Romano Prodi, gli associati alla Cna lanciano un appello alla Regione Lombardia «per non restare da soli contro questa manovra che colpisce il cuore produttivo dell’Italia». Già, gli iscritti della Cna appartengono a quel 99,4 per cento del tessuto produttivo del Paese, quello di imprese con meno di cinquanta dipendenti, che lamenta «l’assoluta mancanza di un atteggiamento politico che riconosca la loro importanza negli equilibri del Paese».
Riconoscimento garantito dal presidente della Lombardia, che non ha dubbi: «Un governo saggio vi aiuterebbe. Un governo saggio che tiene al bene del Paese sa che il mondo artigiano, la piccola impresa sono quelli che hanno garantito in questi anni la tenuta, a fronte delle difficoltà internazionali, e che quindi andrebbero aiutati a crescere ancora di più». Ma, continua il Governatore, «abbiamo una Finanziaria che deprime, che aumenta le tasse, burocrazia e impegni non produttivi: questo è sbagliato, questo dev’essere cambiato».
Impegno accolto dagli applausi degli artigiani, imprenditori e liberi professionisti che, ieri, affollavano un salone del Palazzo della Regione per lanciare il grido d’allarme contro il fisco che strangola le Pmi, la difficoltà nei rapporti con le banche e l’esclusione dagli interventi relativi al cuneo fiscale. Ma, attenzione, «non protestiamo perché non vogliamo tirare fuori i soldi» dichiara Fabio Binelli, segretario Cna Lombardia, «bensì perché non si può pensare che i soldi li debbano tirare fuori solo quei sei milioni di imprese che fanno il settanta per cento di Pil, imprese che sono messe in croce e impedite di perseguire uno sviluppo indispensabile a trovare le risorse del Paese». Chiaro che, chiosa Formigoni, «quella approvata dal centrosinistra è una manovra essenzialmente fiscale, che punta all’evasione come soluzione di tutti i mali, con cui però di fatto si colpiscono solo alcune categorie, senza criteri selettivi e con mezzi assolutamente sproporzionati».