Sulla gru galleggiante il Cargo racconta storie di emigranti

Francesca Nacini

Avreste mai pensato che con soli 22 euro sarebbe diventato possibile emigrare in America, assaporare le amarezze e le speranze di chi si imbarcava per il Nuovo Continente in cerca di fortuna, ascoltare le canzoni antiche in grado di attraversare il mare, l’eco dei flutti in tempesta, i sospiri e il ritmico russare delle cabine di terza classe? No? Eppure a Genova questo è possibile, grazie al Teatro Cargo che, per la seconda volta nella storia, propone, da stasera al 3 luglio, ai suoi spettatori una piece originale e unica.
A bordo della gru galleggiante Maestrale, imponente testimonianza di archeologia industriale con le sue 2300 tonnellate di stazza e i suoi 84 metri di altezza, raggiunta in battello, sotto la suggestiva luce del tramonto, con partenze dal Porto Antico e da Pegli, gli attori metteranno in scena «Partenze», uno spettacolo non sulla Storia ma sulle storie, sulle vicende dei singoli e sui loro grandi sogni da emigranti. Basato sui racconti degli «zii d’America», raccolti dall’autrice Alessandra Vannucci in forma di lettere e diari, il testo propone un mosaico di emozionanti realtà che penetrano nell’animo della platea anche grazie all’assenza di una struttura teatrale tradizionale.
E’ un viaggio nella memoria quello che prende corpo, quindi, sul mare, per la regia della fondatrice del Teatro Cargo Laura Sicignano, sullo sfondo di una Genova moderna e industriale che per tanti anni è stata città di partenza per gli emigranti di tutta Italia.
Contadini, armatori, avventurieri, ciarlatani, vinai, attori, a tutti la compagnia teatrale dà un volto ed una storia, vera o inventata, riservando anche ampio spazio ai personaggi più estremi dal punto di vista sociale come la misteriosa Eleonora Duse, diva in ascesa, e gli inquietanti soggetti appartenenti a classi pericolose, in fuga da chissà cosa.
A completare il suggestivo quadro la collocazione inusuale e le azzeccate scelte scenografiche in cui ogni elemento pare teso a quei leggendari soldi che - si mormorava - in America crescevano sugli alberi.
L’idea vincente e originale alla base dello spettacolo ritorna, quest’anno, dopo le 16 serate da tutto esaurito del 2004, e s’impone sullo scenario culturale cittadino con la forza espressiva e contenutistica che è tipica dei suoi promotori.
La manifestazione ha ottenuto il patrocinio del Comune della Compagnia San Paolo, della Fondazione Carige, dell’Associazione dei Barbi e delle Autorità Portuali, a cui vanno aggiunti i contributi di Regione, Provincia e del Comitato Nazionale per le celebrazioni di Cristoforo Colombo.