Sulla prima pagina le sniffate di Kate Moss «Cinque in 40 minuti»

Un collier da due milioni e 300mila dollari in una collezione che si ispira al fiore

Elena Jemmallo

Con i capelli biondi sciolti sulle spalle sta seduta in un angolo di una sala d’incisione dove il neosposo sta mettendo a punto il suo ultimo disco. Con una carta di credito in mano taglia cocaina con fare esperto, dispone le strisce sul retro di una copertina di un cd e con una banconota arrotolata sniffa la prima striscia. Poi una seconda, una terza e nel giro di 40 minuti ne ha sniffate cinque.
È il volto d’angelo di Rimmel, Chanel, Calvin Klein e Christian Dior, «catturata» dalle immagini dei paparazzi sguinzagliati dal Daily Mirror, che esce in copertina con una Kate Moss ciondolante e gli occhi persi nel vuoto. Al droga-party, insieme a lei, la top model da 45 milioni di euro di fatturato l’anno, il marito Pete Doherty, leader dei Babyshambles e gli altri membri della band insieme al produttore dell'album (ed ex membro dei Clash) Mick Jones. Intorno alla trentunenne top-model i compagni impazienti le offrono di aiutarla. E lei a un certo punto si gira e urla: «Lo sto facendo!». Poi, dopo aver sniffato, perde il controllo e ondeggia sulla sedia esplodendo in una risata isterica.
Ma la «Twiggy degli anni ’90», mamma di una bimba di due anni, non è nuova agli eccessi e più di una volta era stata «pizzicata» dai tabloid inglesi per avere problemi di droga. Accuse che lei stessa ha puntualmente smentito. Anzi, parlando del suo rapporto con le droghe aveva detto: «Nel settore della moda l'eccesso è un modo per evadere. Penso sia questo il motivo per cui molte persone assumono droga». E nel ’98 disse: «Non faccio uso di droghe, perchè ho visto quali danni possono causare alle persone». Nello stesso anno trascorse sei settimane in una clinica di riabilitazione. Per la precisione fu ricoverata alla Priory Clinic di Londra, nota per aver curato molte celebrità per problemi di droga e alcol. Ma nel 2005 vinse una battaglia legale con il tabloid britannico Sunday Mirror, che aveva pubblicato notizie sul suo presunto uso di droghe. Il legale della modella riuscì a dimostrare l’infondatezza delle notizie e ottenne un «sostanzioso rimborso». Ma la vita turbolenta della magrissima Kate, che calcava le passerelle già a 14 anni, è già stata chiacchieratissima a causa di una biografia (non autorizzata, anzi, il più possibile ostacolata) con rivelazioni sulla sua «funambolica» gioventù: dal primo approcio con l’alcol (a 13 anni) fino all’addio si banchi di scuola (15 anni). Già dal titolo si intuisce tutto: «Kate Moss: model of imperfection».