Sulla sedia a rotelle. Ma sarà sfrattato

Stefano Vladovich

«Action dove sei?». Su una sedia a rotelle, in lista per un alloggio comunale da oltre sei anni, tra pochi giorni sarà mandato in mezzo a una strada assieme alla moglie pensionata. Comune di Roma e comitati per la lotta alla casa, questa volta, restano a guardare. Nessuna retorica, quella della famiglia Milazzo non è che l’ennesima storia sull’emergenza abitativa consumata senza clamori o appoggi politici.
Questa volta siamo a Ostia Levante, una famiglia come tante quella di Rosario, ex rappresentante di commercio, da una decina di anni paraplegico in seguito a due ictus. Dal 2000, da quando il proprietario dell’immobile non ha rinnovato loro il contratto, Rosario Milazzo, 63 anni invalido al cento per cento, e la moglie Maria Gentili, 61 anni, sono in graduatoria per l’assegnazione di una casa popolare con 9 punti su un massimo di dieci. Troppo pochi per il Campidoglio, costretto a fare quotidianamente i conti con migliaia di richieste per altrettante situazioni da 10 punti. Dunque, dopo numerosi tentativi di sfratto (tutti rinviati dall’ufficiale giudiziario) e la beffa di un decreto legge incentrato sul blocco degli sfratti per «fine locazione» annullato, il 13 dicembre Rosario e Maria dovranno uscire dall’appartamento di via Mar Glaciale Artico. Il primo su una lettiga, spedito chissà in quale casa famiglia. Soluzione che, ufficiosamente, lo stesso assessorato al patrimonio del Campidoglio consiglia agli «assistiti» per ottenere il punto mancante e che potrebbe (chissà in quale futuro) essere quella determinante per ottenere l’abitazione sognata. «Ci hanno detto: “Fatevi buttare fuori - racconta al Giornale la signora Maria -, fatevi ospitare per qualche tempo da un parente, intanto il punteggio sale a 10”. Ma dove possiamo andare? Nostro figlio vive in una camera e cucina con moglie e due figli. Mio marito ha bisogno di tutta un’attrezzatura voluminosa per poter andare avanti. Dove la mettiamo?».
Una decina di sfratti entro la fine del mese, 17 famiglie che da anni occupano il complesso scolastico in via della Basaldella ad Acilia, 60 nuclei familiari all’Idroscalo di Ostia, per finire un numero non precisato di persone costrette a vivere nei «bassi» di Nuova Ostia, box auto e negozi nelle case Spqr acquistate negli anni ’70 da Armellini. Questo il quadro dei «nuovi poveri» del litorale. «Per trasferirci in un appartamento come il nostro - continua Maria - ci hanno chiesto 1.200 euro di affitto al mese. Dove li prendiamo questi soldi? Viviamo con la mia pensione minima e l’accompagno di Rosario. Davvero poco per le richieste del mercato immobiliare. Se non ci aiutano le istituzioni dove andremo? Pensare che, alla vigilia delle elezioni, incontrai il delegato del sindaco Galloro. Mi disse: “Dobbiamo istituire una commissione speciale per i casi come il vostro. Entro tre mesi le daremo casa”».
Una vicenda come tante, forse tra le più disperate su cui il consigliere comunale di Forza Italia Davide Bordoni chiede risposte precise in una interrogazione rivolta al delegato ai problemi abitativi Nicola Galloro e allo stesso sindaco Veltroni. «Com’è possibile - chiede Bordoni - che Comune e Municipio non siano in grado di risolvere, anche se temporaneamente, la questione della famiglia Milazzo?».