Sulla sicurezza è ormai scontro aperto

«Ritengo ci siano gli estremi per una denuncia per danni al Comune di Roma e alle Ferrovie rispetto a quanto accaduto giovedì scorso». Il candidato del Pdl a sindaco Gianni Alemanno, durante la conferenza stampa sulla questione sicurezza ha sottolineato che «la studentessa aggredita e violentata alla Storta può chiedere i danni perché non è stato fatto nulla rispetto agli impegni presi dal Comune». Alemanno ha ripercorso le tappe dei provvedimenti sulla sicurezza a partire dalla morte di Giovanna Reggiani il 30 ottobre 2007. «Il 2 novembre - ha spiegato - è stato approvato d’urgenza un decreto legge per l’allontanamento dei cittadini non italiani, pericolosi per la sicurezza; il 1° gennaio il decreto è decaduto». A livello locale, «il 10 dicembre - ha continuato Alemanno - il XX municipio ha indetto un consiglio straordinario nel quale è stato approvato un documento all’unanimità per chiedere al sindaco di intervenire con misure di sicurezza nell’area che comprende anche la zona di Tor di Quinto». In seguito «alcuni assessori comunali, nel corso di una conferenza stampa, hanno dato garanzie che sarebbero state poste in essere misure di sicurezza». Questo percorso si è concluso ieri con la visita di Alemanno alla Storta, luogo dell’aggressione di giovedì scorso: «Non c’era - ha spiegato - nessuna persona a sorvegliare la stazione, l’illuminazione è ancora scadente, non c’è alcuna telecamera e ci si muove in zone completamente deserte».
Il candidato del Pd Rutelli, invece, prima ha promesso agli abitanti di Torre Angela maggiore severità e rigore contro chi delinque; poi, invece, ha sostenuto che la responsabilità dell’invasione dei romeni sarebbe del precedente governo Berlusconi. Immediate le repliche nel Pdl. «Su romeni e immigrazione - ha detto Alfredo Mantovano - Francesco Rutelli mente. La regolarizzazione di 640mila stranieri è servita a risolvere una situazione drammatica lasciataci dai precedenti governi di sinistra, ma anche a identificarli con le impronte digitali. È stata quindi un contributo alla sicurezza». «Il recepimento della direttiva 38 del 2004 che prevede anche l’allontanamento dei comunitari - prosegue l’esponente del Pdl - è avvenuta ad opera del governo del quale lo stesso Rutelli è ancora vicepremier: perché nel decreto di recepimento non è stato inserito il divieto di ritorno in Italia per il comunitario allontanato?».
«Con il nuovo governo e con Alemanno sindaco di Roma - ha replicato dal canto suo il senatore Maurizio Gasparri - allontaneremo dalla città i ventimila stranieri clandestini che hanno commesso reati gravi e non hanno nessun diritto a rimanere nella nostra città».