Sulla spesa una stangata di 500 euro

Non bastassero i caro-bolletta dovuti al prezzo del petrolio che già colpiscono le tasche degli italiani, ora arriva anche l’allarme di Federconsumatori. Che, per il 2008, prevede un aumento di «500 euro in più della spesa abituale, anche a causa di una filiera poco efficiente e il più delle volte speculativa». L’accusa è affidata a Rosario Trefiletti, presidente dell’associazione, che ha anche aggiunto che «la situazione è divenuta insopportabile ed è vergognoso che non si intervenga decisamente soprattutto in un settore delicatissimo e di largo consumo quale quello agroalimentare».
Trefiletti, poi, punta il dito sulle istituzioni, colpevoli, a dir suo, di essere eccessivamente lassiste. «È da molti anni che puntualmente denunciamo gli eccessivi ricarichi nei vari passaggi - ha polemizzato il presidente di Federconsumatori -. Dopo mesi arrivano alle stesse conclusioni importanti istituzioni come l’Istat, il ministero dell’Economia e Bankitalia, che però, a mio vedere, non fanno altro che denunciare la situazione».
Circostanza che «annoia» Trefiletti, che invece si aspetta un atteggiamento più attivo. «Le denunce sono importanti, ma quelle spettano a noi e continueremo a farle senza mai stancarci - spiega -. Dalle istituzioni ci aspettiamo qualche cosa di più, e cioè interventi concreti che vadano nella direzione di un forte abbattimento dei costi e dei prezzi almeno del 15-20%. Perché è vergognoso non intervenire in un settore delicatissimo come quello agroalimentare, dove si verificano rincari assurdi: come per le carote, che dal campo alla tavola passano da 10 centesimi a 1 euro al chilo». L’obiettivo, comune a tutti, è preservare il potere d’acquisto delle famiglie, intaccato dalla congiuntura economica e dai rincari degli ultimi anni.
La ricetta da perseguire, secondo l’associazione dei consumatori, è duplice. Da un lato migliorare la filiera produttiva, favorendo il consumo dei prodotti a «Chilometri 0» (ovvero prodotti nei luoghi dove sono venduti). Dall’altro, una politica «che proceda anche attraverso sgravi fiscali, che aiutino famiglie ormai disastrate da politiche economiche sbagliate e il più delle volte attente solo alle esigenze dei poteri forti piuttosto che a quelle dei cittadini».