SULLA TESTA DEL GRIFONE

Difesa su Internet: «Ci stanno cementando sempre di più. In massa a Novara»

Diego Pistacchi

Ci si può meravigliare, si può provare a sostenere il contrario dando maggior risalto alle voci in disaccordo, ma un dato resta incontrovertibile: i genoani stanno con il loro presidente. A maggioranza, certo, non all’unanimità, ma la reazione dei tifosi è quella dell’orgoglio contro l’ennesima «aggressione» che ritengono di aver subito. Chi vedeva più critiche che consensi verso la società ed Enrico Preziosi dopo la chiusura dell’inchiesta sportiva e la doppia retrocessione in C1, magari bollando come poco rappresentativi gli interventi dei tifosi sui siti Internet, è stato smentito dall’aumento degli abbonamenti. Chi si aspettava la fuga dalla nave sull’orlo del naufragio con l’arresto del «comandante», ieri ha trovato l’ennesima reazione contraria da parte dei genoani.
Il motivo è tutto in quel rapporto particolare che lega i tifosi alla squadra. In quel coro «Serie A o serie C, o Grifon t’è sempre tì» che non è stato coniato per la bisogna dopo il doppio siluro Disciplinare-Caf, ma è da sempre in testa alla hit parade della Nord. E che fa andare l’attaccamento al Grifo oltre i valori dello sport. Senza giudizi di merito, ma solo per provare a rendere l’idea, è come un legame patriotico. L’arresto di Preziosi è stato per i tifosi come una dichiarazione di guerra e, a prescindere dalle ragioni, il popolo si è schierato compatto, dalla stessa parte. «Mi trovi d'accordo....è guerra», si leggeva ieri sul sito Grifoni.net, a conferma che il paragone è tutt’altro che azzardato.
E poi tutta una serie di affermazioni sulla stessa linea. Quella dell’orgoglio e della difesa a priori del proprio fortino. «Ecco cosa dobbiamo diventare: sordi. E tirare diritto - è un altro post apparso sul Muro on line -. Quando pensiamo a Preziosi tutti e ripeto tutti dobbiamo solo pensare cosa il presidente ha fatto per il Genoa cfc. Tutto il resto non conta». Oppure ancora: «Non dimenticheremo mai. È una promessa. ci state cementando sempre di più. Subito manifestazione. E poi domenica andiamo in 10.000 a Novara!». Gli appelli all’unità si sprecano: «Ora, più che mai, saldezza di nervi. È il colpo finale (pensano). Stiamo uniti. Dimostriamo che siamo fermi col Presidente».
C’è qualche voce discordante, ma è minoritaria e spesso presa di mira dalla maggior parte dei tifosi che scrivono sul Muro. «In una realtà complessa come una squadra di calcio (con giocatori, dirigenti, tifosi, dipendenti, allenatori, avversari... ) sarebbe stata necessaria, in questi anni, una figura davvero trainante o un'organizzazione in grado di dialogare con l'ambiente circostante e di rappresentare la società anche nei momenti di difficoltà», è una delle contestazioni contenute in un messaggio. «Penso che sia il momento di guardare bene in faccia alla realtà - incalza con maggior coraggio un altro writer -. Il presidente qualche sciocchezza l'ha fatta, è inutile negarlo. È impossibile pensare che tutti i magistrati siano pazzi o vogliano il male del Genoa, qui c'è da pensare che effettivamente quest'uomo ha sbagliato. E quando si sbaglia si deve pagare! L'ho sempre sostenuto, ho gridato per lui, ho anche pianto, ma ora basta! Siamo sempre noi a rimetterci per le scemate degli altri,chi alla fine paga siamo sempre noi! E basta!».
Interventi che però scatenano numerose e a volte anche durissime reazioni. Il filo conduttore della difesa di Preziosi è la gratitudine per quello che ha fatto il presidente per il Genoa, in particolare per i soldi che ci ha messo e che restano comunque uno dei punti fermi di tutta la vicenda. «Se domenica posso andare a vedere Genoa-Novara con il nome Genoa CfC 1893, senza debiti con l'erario, senza giocatori dopati da medici, senza spalmadebiti di 23 anni, senza doping amministrativi di bilanci fasulli lo devo al nostro presidente! Grazie Enrico», sono le parole di un tifoso. Che interpreta la maggioranza degli appassionati rossoblù in rete: «Serrare i ranghi vuol dire secondo me diffondere, le proprie ragioni per cui il genoano del Muro ritiene che Preziosi sia il miglior presidente di sempre del Genoa a dispetto dell'immagine che viene dipinta dai media», si moltiplicano i messaggi. E ancora: «È evidente che bisogna dare un segnale significativo per far sapere a Preziosi che i tifosi sono con lui. Quindi è giusto suggerire di andare in massa a Novara. L'unica cosa è non eccedere perchè mi sa tanto che Macalli & Co. non aspettino altro». Un’assoluzione che comunque arriva sempre: «A parte che tutti sbagliamo e nessuno è perfetto, vorrei sapere chi più dell'attuale presidente ha fatto qualcosa per il Genoa. Sì, probabilmente anche degli errori, ma solo probabilmente; invece ha sicuramente speso tanti di quei soldi che la maggior parte di noi non sa nemmeno con quanti zeri si scrivono».
Chi vede «la spaccatura che si sta creando tra i tifosi», è addolorato nel «vedere gente che è stata con il presidente fino a che lui ci ha comprato giocatori e ci ha fatto vincere ed che ora lo rinnega perchè è in difficoltà. Io in questo momento mi sento invece ancora più vicino a lui». Infine spazio a chi la butta sullo sfottò ricordando che le vicissitudini giudiziarie per i presidenti delle squadre genovesi non sono una novità assoluta e che anzi si sono in passato conclusi con piene assoluzioni degli imputati: «Vabbé dai, vediamoci il lato positivo - prova a sorridere un tifoso, che peraltro non è isolato sull’argomento -. Sicuramente fra una ventina d'anni magari a Genova gli dedicheremo una piazza, magari dalle parti della Fiumara». Non è calcio, non è un’inchiesta giudiziaria. È il mondo Genoa.