«Sulla Torino-Lione Prodi è rimasto indietro»

La Bresso: conosce poco il contesto. Siamo a una svolta epocale: domani gliene parlerò

Nostro inviato a Torino

Povero Romano Prodi: non si esprime sulla Tav perché «forse non è del tutto informato». Mercedes Bresso, governatore del Piemonte, è una signora comprensiva e spiega così i motivi dell’incrollabile silenzio del Professore. I cronisti chiedono se non si senta un po’ abbandonata dai leader nazionali dell’Ulivo: lei a mediare, a esaltare il progetto, a tentare di portare i valsusini dalla sua parte; loro, dal piemontese Fassino all’ex presidente Ue, a barcamenarsi tra un’opera che hanno fortemente appoggiato e la popolazione (che vota a sinistra) contraria. «Fassino e Rutelli non mi hanno lasciata sola - risponde Bresso - con Prodi non vedo l’ora di parlare giovedì. Sono due anni che ha lasciato Bruxelles, oggi è solo un leader politico, non governa e non è neppure parlamentare. Non ha strumenti per approfondire le questioni, conosce poco il contesto».
Il governatore ds ha difeso ieri con calore la Tav in un consiglio regionale straordinario. Un lungo discorso appassionato rivolto più alla sua maggioranza che all’opposizione; anzi non ha avuto remore ad applaudire l'operato della giunta di centrodestra che l’ha preceduta. «La linea veloce è una svolta epocale perché indirizza di nuovo, dopo 500 anni, il traffico merci verso il Mediterraneo - esclama Bresso -, è la risposta al grande sviluppo dell’Oriente davanti al quale non possiamo restare fermi. Quando leggo certi articoli di Repubblica non capisco di cosa si parla: non si sono accorti che il mondo è cambiato e il progetto Tav pure, che ormai le merci vengono prodotte fuori Europa e poi manipolate qui, e se restiamo fuori dalle grandi direttrici di trasporto siamo finiti. Oggi il dibattito è iperdatato, c’è poca comprensione del futuro. Un po’ è colpa anche nostra». Comunicazione inadeguata. Così fra una settimana sarà inaugurato un grande spazio informativo alla stazione di Porta Nuova con una ricostruzione in scala del traforo di Venaus. La Bresso e il presidente della provincia Saitta scriveranno una lettera agli abitanti della Val Susa per spiegare le garanzie e le precauzioni già prese: «Devono capire che noi non siamo matti e non mettiamo a rischio la salute di nessuno».
In aula il centrosinistra ha votato un ordine del giorno edulcorato rispetto al testo circolato nei giorni scorsi, frutto di una lunghissima mediazione. Rifondazione, comunisti italiani e verdi hanno tolto dal documento, che ribadisce fiducia al presidente Bresso e al suo programma, il riferimento «in particolare sulle politiche dei trasporti»: ai trasporti si accenna soltanto nel titolo. Una soluzione da alchimisti della politica per salvare la fragile unità della coalizione. Respinte invece le tre mozioni dell’opposizione. An esprimeva solidarietà alla polizia, mentre Udc-Forza Italia e Lega applaudivano l’operato del governo. Il comitato per l’ordine e la sicurezza ha autorizzato le due manifestazioni di sabato pomeriggio a Torino: la «kermesse culturale» organizzata dai sindaci al parco della Pellerina e il corteo voluto dall’ala più intransigente dei valsusini e degli autonomi che partirà alle 14 da Porta Susa e finirà alla Pellerina. Il percorso definitivo sarà deciso oggi, ma non entrerà in centro.