Sulle blatte all’Umberto I la direzione si autoassolve

Dall’Ufficio stampa e comunicazione dell’Azienda Policlinico Umberto I riceviamo una lettera, della quale si chiede la pubblicazione in base alla legge sulla stampa. Eccola.
«In riferimento all’articolo di oggi (ieri, ndr) firmato da Antonella Aldrighetti a pagina 48 della cronaca di Roma dal titolo «Reparto del Policlinico off-limits», la Direzione Sanitaria precisa che la chiusura temporanea del reparto di terapia intensiva di Cardiochirurgia è una disposizione della Direzione stessa e che rientra in un’azione complessiva di riorganizzazione del reparto di Cardiochirurgia concordato nel periodo estivo. In questo piano è presente la possibilità di effettuare pulizie straordinarie che non è possibile fare in periodi diversi e che prevedono anche la disinfestazione dei locali. Enfatizzare il fatto che in alcuni locali del nosocomio, ubicati al piano terra o nei sotterranei «è stata notata la presenza di decine di blatte. Erano tutte morte», diventa solamente un pretesto per preparare l’ennesimo articolo denigratorio (che reca sempre la stessa firma), nei confronti di una struttura come il Policlinico Umberto I, dove alcuni disservizi sono inevitabili per ovvie ragioni strutturali, ma che vanta centri di eccellenza e di riferimento regionali per patologie diverse e complesse. La nuova Direzione aziendale favorisce iniziative continue per l’utente (per la divulgazione di tali iniziative l’Ufficio Stampa ha provveduto da giugno, e ripeterà con scadenza mensile, a mandare alle testate giornalistiche inserite nella nostra mailing list, compresa la vostra, un’agenda con le varie iniziative promosse dalla nostra struttura) supportate talvolta anche dal personale del Policlinico Umberto I, personale che negli articoli della signora Aldrighetti, risponde sempre e comunque per principio a caratteristiche tipiche di «malasanità». L’Azienda riconosce che la vostra testata dà sicuramente spazio alla «buonasanità» e infatti oggi (sempre ieri, ndr) il Giornale ha pubblicato la notizia della celebrazione del quarantesimo anno dal primo trapianto effettuato all’Umberto I. Una notizia che accresce il prestigio, già alto, dell’ospedale, superiore alla volontà di chi cerca una particolare notizia anche quando è consapevole che non vi è alcuna notizia da fornire ai suoi lettori».
La Direzione Sanitaria
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Senza voler entrare nel merito di certe affermazioni sulla valutazione di ciò che fa notizia ed è opportuno o meno pubblicare - i medici e gli amministratori dovrebbero prendersi cura dei malati e non dettare regole deontologiche a chi si occupa di informazione - dispiace davvero dover riaffermare quanto scritto nell’articolo in questione. La chiusura del reparto è stata disposta dai carabinieri del Nas, come ben sanno alla direzione generale e sanitaria del Policlinico. Lo sanno bene perché il verbale compilato dai due sottufficiali dell’Arma che hanno constatato le condizioni igienico-sanitarie del reparto, è stato controfirmato da una dottoressa per conto della Direzione sanitaria e da una caposala che ha accompagnato i carabinieri durante l’ispezione, delle quali non riportiamo i nominativi per rispetto della «privacy». Ricordiamo solo che i militari del Nas hanno acquisito ben undici richieste di intervento, evidentemente finora inevase. Ai nostri lettori, insomma, pensiamo noi. Loro pensino ai loro malati, che forse è meglio...