Sulle coppie di fatto nuovo litigio Boeri-Pd

Qualcuno a Palazzo Marino se lo domanda. «Ma perché non si cancella da Facebook?». Non ne può fare a meno Stefano Boeri, anche se all’assessore alla Cultura i commenti sul social network continuano a costare guai politici, ci stava rimettendo persino il posto in giunta neanche due mesi fa. Allora esplose il caso delle dimissioni papocchio, chieste e poi restituite dal sindaco Giuliano Pisapia, che perse la pazienza per i continui strappi dell’archistar. Da Expo al Museo di arte contemporanea disegnato da Libeskind per Citylife. Viaggiavano su internet anche le continue bordate al Pd che lo hanno inserito nel club dei «rottamatori». E dopo una pausa di riflessione, Boeri è tornato ad affondare nei giorni scorsi (sul suo profilo facebook) contro la capogruppo dei Democratici Carmela Rozza. E come al solito, si è rifilato un boomerang. Tema: il registro delle coppie di fatto. Pisapia una settimana fa ospite di Fabio Fazio a Che tempo che fa è tornato a ribadire che è una delle priorità della giunta, «lo istituiremo entro il 2012». Immediata la reazione del capogruppo del Pdl Carlo Masseroli, di area Cl, che lo ha definito «un affronto alla Chiesa tutta, nell’anno in cui a Milano si riunisce il Forum mondiale della famiglia, intesa come società naturale fondata sul matrimonio, e ci sarà il Papa». Ma sulla stessa linea Carmela Rozza, cogliendo le critiche dei cattolici del Pd (primo tra tutti l’ex Margherita Andrea Fanzago) ha «confermato la volontà del sindaco» ma precisato che «parla di registro entro il 2012, dunque lo faremo come iniziativa consiliare da settembre, dopo il Forum, rispettando tutti». Posizione condivisa nella riunione del gruppo lunedì scorso. E a cui si è detto «pronto ad adeguarsi» l’assessore Pd Piefrancesco Majorino che premeva per una delibera di giunta (invece che d’aula) e su tempi più rapidi.
A tarda sera, alle 23.43 per la precisione, Boeri scrive su Facebook che il sindaco «ha confermato che entro il 2012 la nostra amministrazione approverà una delibera che istituisce il registro delle unioni di fatto, come promesso durante la campagna elettorale» ed «è importante che si apra a Milano una franca e serena discussione per distinguere e chiarire tutti gli aspetti di questa scelta». Una «grande, coraggiosa, aperta discussione ci serve per avvicinarci tutti, laici e cattolici, credenti e non credenti, a questa scelta in modo consapevole e condiviso. Senza dare ascolto alle banalità e ai pregiudizi di chi (anche abusando di un ruolo di capogruppo) sostanzialmente non ha capito l’importanza di questa discussione, per Milano e per il Paese». La reazione della Rozza non si è fatta attendere nelle parole («se c’è qualcuno che ritiene che il Pd debba umiliare la componente cattolica ce lo dica») e nei fatti. Ha puntato i piedi per ribadire che la linea non è personale ma rappresenta il gruppo, e l’ex capodelegazione Pd in giunta dovrà incassare il colpo. Ieri il sindaco non ha partecipato alla seduta di giunta. Ma forse oggi (dopo i funerali del vigile Nicolò Savarino in Duomo dovrebbe riunirsi con la squadra degli assessori per un breve conclave sul bilancio) o lunedì nella giunta convocata sul Pgt chiuderà il caso comunicando il percorso per il registro. La delibera sarà di iniziativa consiliare e approderà in aula solo dopo la visita del Papa. La maggioranza dovrebbe delegare alla preparazione della delibera la presidente Pd della commissione Affari istituzionali, Marilisa D’Amico, che già lavora da tempo alla bozza, estendendo alle coppie di fatto il diritto ad accedere alle agevolazioni offerte dai servizi comunali, da trasporti a casa, anziani, scuola. Sul modello di Torino, il regolamento prevederebbe una sorta di attestato di famiglia basato sul vincolo affettivo. Il sindaco nominerà l’assessore Majorino come coordinatore, un trait d’union tra il consiglio e la giunta. Per trovare un compromesso (con Boeri) si dirà che il confrotno cirradino partirà già nei prossimi mesi.