Sulle corsie trappole per uccidere i cani

Sembrava inverosimile che si potesse arrivare a tanto. D’altronde il racconto della turista, che vi proponiamo quasi per intero, e le testimonianze pervenute all’AIDAA di Lorenzo Croce da fonti giudicate altamente attendibili, ci hanno obbligati a prendere in mano la tastiera.
«Sono appena tornata dalle vacanze in Calabria - Scrive la signora M.M.» e il mio trauma più grande è stato il viaggio sulla pseudo autostrada Salerno - Reggio Calabria. Oltre ai lavori, in opera da 20 anni che non finiscono mai, quello che ho visto mi ha fatto star male per tutto il soggiorno. Centinaia di animali ammazzati dalle macchine in corsa: cani e gatti adulti e cuccioli, lepri, topi, ricci, pezzi di zampe di non so più cosa... Ma la cosa più terribile, che ho già denunciato alle associazioni animaliste è stato vedere tanta crudeltà creata apposta per uccidere (per puro divertimento o per noia). Sull’autostrada infatti c’erano due corsie, noi viaggiavamo su quella di sorpasso e a un certo punto, sulla sinistra, vedo un cucciolo di maremmano, disteso, penso morto, ma non si poteva fermare la macchina. A quella velocità si sarebbe creato un maxi tamponamento con centinaia di feriti e morti. 600 metri più avanti si rallenta per i soliti lavori in corso e la pseudo-autostrada diventa una piccola strada a una corsia. Vedo sulla sinistra una grossa bottiglia di plastica tagliata a metà e piena di acqua (quindi sempre sulla corsia di sorpasso), poco più avanti i resti di quello che era un grosso cane: un manto di peli bianco-arancio». Qui mi permetto di tagliare i dettagli descritti dalla turista. Faccio fatica a digerirli io. Riprendiamo il racconto. «All’inizio non ho collegato, poi ho capito tutto: qualche bastardo ha creato una trappola per ammazzare i randagi assetati, la bottiglia li attira sulla corsia di sorpasso, le macchine che corrono fanno l’assassinio. Che dolore, che senso di impotenza, non poter salvare i cani, non poter togliere la bottiglia ...Chi poteva metterla ??»
Anche qui conviene arrestare la narrazione perché la turista invoca presunte colpevolezze sulle quali avranno competenza le autorità di polizia, autorità cui è giunta ieri regolare denuncia dell’AIDAA non solo sulla base di questo racconto, ma su segnalazione di tre testimoni che, oltre alle bottiglie d’acqua tagliate, hanno visto vere e proprie ciotole per cani disposte ai lati del guardrail centrale.
Se effettivamente, come sembra dalle testimonianze e dalla denuncia circostanziata dell’AIDAA, qualcuno ha pensato di arginare il fenomeno del randagismo in questo modo (trovando anche la maniera di divertirsi), sarà bene che le autorità competenti trovino i colpevoli di un simile orrore che fa il paio con chi lega il guinzaglio dei cani sul guardrail delle corsie di sorpasso nelle autostrade del mezzogiorno. Possibile che questo Paese sia ridotto in questo modo? Non c’è limite al fondo?