Sulle curve più belle del Tigullio il battesimo della nuova Vespa

Presentata ieri a Portofino la GTS 250i.e., ultimo modello di una leggenda nata e cresciuta all’ombra della Lanterna con la famiglia Piaggio

Silvia Pedemonte

«Quando convochiamo la stampa per le nostre conferenze, mi chiedo sempre: ne è valsa la pena? Oggi, guardando il panorama stupendo che ci circonda qui, dall'alto dell'hotel Portofino Kulm, osservando le Vespe fiammanti messe in fila una vicina all'altra, devo dire che no, per una volta, quel dubbio non mi ha neppure sfiorato la mente».
Scaccia le incertezze nella mente di Rocco Sabelli, l'amministratore delegato del Gruppo Piaggio, la vista sconfinata che dalla Ruta di Camogli abbraccia tutto il Tigullio: alla presentazione della nuova Vespa GTS 250i.e., ultima nata del Gruppo Piaggio, il cielo terso della Liguria fa scintillare le scocche Rosso Dragon, Grigio Excalibur e Nero Lucido come miglior battesimo (internazionale) ad un mito che si rinnova. L'hanno chiamata GTS 250 i.e., con un nome che quel modello GS che, cinquant'anni fa, stupì il mondo perché primo scooter sportivo della storia, perchè Vespa 150 cc, perché prima a superare i cento chilometri orari. Tradizione, quindi. E rinnovamento.
La nuova Vespa si riconosce subito per la collocazione della luce di posizione, un grande cerchio posto proprio al centro della mascherina e la modanatura cromatica del parafango. Ma non si tratta solo di innovazioni estetiche, certo: il motore 250cc 4 valvole raffreddato a liquido e dotato di iniezione elettronica, insieme al suo essere, spiega Sabelli, "con un anno e più d'anticipo rispetto al resto del mercato già omologata alla futura normativa Euro 3" ne fanno un prodotto già cult.
Una «vera novità», come in tanti l'hanno già ribattezzata, che fa respirare ottimismo anche al Presidente del Gruppo Piaggio, Roberto Colannino: «In questo anno, ci ritroviamo per la sesta presentazione di sei differenti prodotti- attacca subito Colannino- e questo evento non può che suggerirmi alcune riflessioni. Ovvero: che queste continue novità sono estremamente valide per mostrare le potenzialità tecnologiche, i processi produttivi e la creatività che, ancora, il nostro Paese offre. Ma non solo: noi, rischiando quattrini, giocando la nostra reputazione sia professionale che industriale cerchiamo di dare un contributo, il nostro contributo, alla capacità dell'Italia di stare nei mercati internazionali». Una sfida riuscita, insomma, «in gran parte, per il valore delle risorse umane- conclude il Presidente- nel valore delle risorse umane che possediamo, sta la forza di affrontare le grande sfide, con un elemento di forza pragmatico misurato e misurabile e certo non legato al caso».
Mentre l'amministratore delegato Sabelli illustra l'andamento del Gruppo Piaggio, fra la debacle di un mercato italiano che, per gli scooter, si sta sollevando, gli ecoincentivi che ancora Piaggio e Aprilia aspettano come manna (19 milioni di euro) e il successo dell'ultima Vespa prima della neonata, la LX uscita sul mercato il 10 marzo («già 17.500 i pezzi venduti: saremo costretti a chiedere ai nostri lavoratori un terzo turno, a giugno e luglio per soddisfare le richieste. Non sarà certo una passeggiata ottenerlo, certo: ma meglio avere questi problemi che altri» scherza Sabelli) sullo sfondo, scorrono le immagini della Liguria. Perché se per la pubblicità «ufficiale» della nuova Vespa GTS 250 i.e. il testimonial d'eccezione è Road Runner, il «beep beep» di Warner Bros perennemente inseguito e mai raggiunto da Wile E. Coyote, le immagini che scorrono qui, a sfondo del battesimo della nuova Vespa, parlano ancora di Liguria. Fra Portofino, Santa Margherita e le curve che portano alla Ruta di Camogli, a pochi metri da villa Piaggio, la nuova Vespa appare splendida. A pochi metri da Genova. A pochi metri da casa. Da dove l'avventura del ventenne Rinaldo, padre di quell'Enrico che, vedendo i prototipo di Corradino D'Ascanio pronunciò la frase «che vita sottile! Assomiglia a una vespa» , dando inizio al mito, partì.