Sulle grandi opere Ferrante cede al diktat degli alleati: «Critiche giuste, rinegoziamo tutto». La Cdl: «Nell’Unione pace finita» La sinistra al governo scarica Milano Un solo ministro (e senza portafoglio) alla Lombardia: la ds Pollastrini. Formigon

Pochissimo spazio a Milano e alla Lombardia nel governo Prodi: tra i ministri solo la diessina Barbara Pollastrini alle Pari opportunità, cioè un dicastero senza portafoglio e con un peso politico molto contenuto. Nel primo governo Berlusconi, invece, i ministri espressi dalla Lombardia erano sette, più il premier. «Hanno tradito Milano, Ferrante è stato beffato - accusa Letizia Moratti -. Nel centrosinistra ci sono poltrone per tutti, meno che per i milanesi». Il vicesindaco, Riccardo De Corato, dà una spiegazione: «Forse Prodi ha voluto penalizzare gli elettori di Milano e della Lombardia che hanno preferito il centrodestra». Preoccupato anche il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni: «È un governo di sinistra-centro, temo un po’ per la questione settentrionale».
Ancora maretta, intanto, nel centrosinistra dove la posizione di Bruno Ferrante sulla necessità delle grandi opere per lo sviluppo di Milano fa discutere. «Rinegozieremo i progetti urbanistici», la retromarcia a cui è stato costretto l’ex prefetto ieri dopo un vertice con gli alleati.