Sulle iniziative di Veltroni manifesti abusivi ovunque

Walter Veltroni corre il rischio di essere ricordato come il sindaco «imbrattatore» che di giorno lancia campagne per il decoro della città, mentre di notte i manifesti con il suo nome vengono affissi dappertutto. Ancora una volta, infatti, i muri di Roma (e non solo i muri) sono pieni di manifesti affissi abusivamente che pubblicizzano la presenza del sindaco a un dibattito tenutosi ieri sera alla festa dell’Unità. Manifesti non solo attaccati in tutti gli spazi possibili, ma soprattutto fuori, anche sopra i cartelloni pubblicitari, come all’inizio di via Savoia (quasi all’angolo con viale Regina Margherita), oppure a ricoprire un raccoglitore di abiti usati, come a viale Regina Margherita, angolo via Basento. Restando soltanto in zone limitrofe al centro, possiamo citare le palizzate dell’ex Fassi di Corso d’Italia, tappezzate interamente dal dibattito con Veltroni, mentre nemmeno via Nomentana è stata risparmiata. In realtà non solo Veltroni, ma anche Ds per la fiaccolata contro il terrorismo e Margherita con la bandiera britannica per condannare gli attentati di Londra. A dimostrazione che non è vero che solo il centrodestra imbratta, anzi deturpa Roma. Anche i Ds - per sponsorizzare il sindaco - fanno altrettanto, solo che in questo caso nessuno si lamenta. Anzi Veltroni fa proprio finta di non vedere. Sicuramente il sindaco dirà che lui non c’entra con le affissioni, forse tirerà le orecchie al suo partito, magari sosterrà di non essersi accorto degli abusi e sarà pronto a rilanciare l’ennesima campagna per il decoro urbano, presenziando pure di persona alla ripulitura di altri muri come quello del liceo Giulio Cesare a corso Trieste. Insomma una sceneggiata in mille manifesti con i romani che attendono le sue indirette scuse, valide sino alla prossima iniziativa (con relativi manifesti abusivi), perché Roma merita il rispetto da parte di tutti, a partire da Veltroni, che dovrebbe dare l’esempio.