Sulle panchine di Voghera vietato sedersi in tre

Maroni aveva chiesto «ordinanze creative». Qualche sindaco l’ha preso fin troppo alla lettera. L’ultima è quella di Voghera: il Comune ha deciso di vietare la sosta di più di tre persone in panchine di viali e parchi pubblici dopo le undici di notte. In realtà già prima dell’invito rivolto dal ministro dell’Interno alle amministrazioni locali, dopo la firma del decreto che amplia i poteri dei sindaci in tema di sicurezza, i primi cittadini avevano cominciato a studiare ordinanze fantasiose in tema di ordine pubblico.
Una delle più discusse è stata la norma «anti-rovistaggio» nei cassonetti del sindaco di Roma Alemanno, poi parzialmente rimessa nel cassetto. E poi l’ordinanza «anti-vu’ cumprà» dell’amministrazione di Alassio, che sull’esempio veneziano ha vietato il trasporto di merci in borsoni e sacchi di plastica e l’utilizzo di furgoni come deposito merci. Contro la prostituzione o i mendicanti, la sporcizia nelle strade e la pubblica decenza, la fantasia al potere non ha più limiti.
D’altra parte, per dare libera espressione alla propria creatività normativa, i sindaci non hanno atteso l’incoraggiamento di Maroni. Da alcuni mesi, ormai, è partita la corsa all’«ordinanza libera». Le battaglia anti-accattonaggio, per esempio, è ormai diffusa in tutta la Penisola: persino Assisi «per salvaguardare i luoghi di culto e la decenza» ha bandito dalle strade i poveri tanto cari a san Francesco. Mentre a Cortina d’Ampezzo, oltre ai mendicanti, sono stati cacciati dalle vie del centro anche «i falsi promotori sociali».
E poi: vietato bere birra per le strade a Brescia, no al fumo nei parchi giochi a Verona, mentre a Trento un regolamento della società che gestisce gli impianti sportivi comunali, con il beneplacito dell’amministrazione, per combattere i pedofili ha proibito di filmare i bambini in piscina. Ma i più fantasiosi sono stati i toscani. A Montecatini Terme, in provincia di Pistoia, non solo è off limits «giocare a pallone in piazza del Popolo e sul sagrato della chiesa», ma, anche, «immergersi e lavare persone, animali e cose nelle vasche di tutte le fontane pubbliche». Guerra ai rumori molesti, invece, a Grosseto, dove, per non disturbare i turisti, il sindaco Emilio Bonifazi ha deciso di vietare le attività edili e stradali fastidiose dalle 13.30 alle 15.30 e dalle 20 alle 8.
A Forte dei Marmi però hanno fatto di più: sabato e domenica è proibito persino l’uso dei tagliaerba. D’altra parte il centro balneare della Versilia sembra essersi fatto prendere la mano dai divieti: stop all’attività di massaggio estetico e curativo in forma itinerante nelle aree demaniali marittime, proibito giocare a pallone o a racchettoni in spiaggia, passeggiare per le vie del centro in bikini e sedersi sopra le panchine appoggiandovi sopra i piedi. E, persino, fare castelli di sabbia sulla battigia.