"Sulle scalate indaghi il Parlamento"

L’Italia dei valori: "C’è una questione morale grande come una casa". Bersani in imbarazzo: "Sorpresissimo dai verbali di Fazio"

Roma - L’estate delle scalate bancarie e le intercettazioni pubblicate dai giornali scatenano la voglia di commissione d’inchiesta. Nel giro di poche ore ne vengono chieste addirittura due alla Camera: una da parte dell’Italia dei valori, una promossa da Forza Italia.
Antonio Di Pietro, ed il suo capogruppo a Montecitorio Massimo Donadi, non mollano la presa sulla commistione fra politica ed affari. Così chiedono la creazione di una commissione parlamentare d’inchiesta «che indaghi sulle scalate dell’estate del 2005». Donadi, in una nota spiega che «non è problema di intercettazioni o di bavagli alla stampa, ma delle “relazioni pericolose” che troppe volte negli ultimi anni sono trascorse e che, in un Paese normale, devono restare ben separate». Ed aggiunge: «In un Paese liberale, la politica si occupa di scrivere le regole, la classe economica di fare affari e scalate. Quando i due ambiti si intrecciano, quando la politica scende a gamba tesa nell’economia e fa il tifo, emerge - conclude - una questione morale grande come una casa che non va minimizzata ma affrontata e risolta, nel rispetto dei cittadini e dei piccoli risparmiatori: vogliamo vederci chiaro e vogliamo, soprattutto, che la politica torni al suo naturale ruolo di arbitro e non di giocatore in campo».
In altre parole, l’Italia dei valori vuole che il Parlamento indaghi sui rapporti tenuti dai vertici della Quercia con i «furbetti del quartierino» di quell’estate. E Pierluigi Bersani, oggi ministro dello Sviluppo economico, all’epoca responsabile economico dei Ds, si dice «sorpresissimo» del fatto che Fazio abbia ricordato un loro incontro durante un interrogatorio con i magistrati di Milano. In quell’interrogatorio, l’ex governatore ricorda di aver ricevuto Fassino e Bersani che gli prospettarono una fusione fra Bnl, Unipol e Montepaschi. «Ho memoria - sottolinea il ministro - di un giro d’orizzonte, non ricordo questioni particolari, nulla che possa aver rilievo». E Fassino osserva ai microfoni di Fiorello: «Il clima è intossicato. Bisogna fare di tutto per far sparire i veleni e togliere le veline». Sull’argomento-Unipol interviene anche Massimo D’Alema. Il ministro degli Esteri rivela che è stato indagato per otto anni per i rapporti fra Pci-Pds-Ds ed il mondo cooperativo. «E sono stato prosciolto perchè il fatto non sussiste, al termine di un’indagine costosissima».
E sulle veline, o meglio sulle intercettazioni che arrivano ai giornali, Forza Italia chiede una commissione parlamentare d’inchiesta; prima firmataria, Chiara Moroni. Secondo la proposta di legge, la Commissione, «alla quale sono attribuiti gli stessi poteri e le stesse limitazioni dell'autorità giudiziaria, dovrà verificare le modalità attraverso le quali le notizie coperte dal segreto sono rese note agli organi di informazione».
E commenta: «In uno Stato democratico non è assolutamente tollerabile che chi si trova ad essere inquisito sia raffigurato dai media come colpevole di ipotesi accusatorie». Chiara Moroni è la figlia di Sergio Moroni, tesoriere del Psi di Bettino Craxi che si suicidò dopo che il suo nome arrivò ai giornali ai tempi di tangentopoli.