Sulle sponde 300 volontari per salvare il fiume dai veleni

Sulle rive del Lambro ieri mattina erano in trecento. Trecento volontari della Protezione civile che si sono presi ciascuno una porzione di fiume da salvare. Ripulendo gli argini dagli idrocarburi che da martedì mattina stanno devastando la flora e la fauna. Sono arrivati alle prime ore dell’alba e sono rimasti lì per ore, mentre un altro contingente presidiava i comuni di San Donato Milanese, San Giuliano e Sant’Angelo Lodigiano bagnati dall’onda nera di gasolio. Sul campo anche l’assessore alla Protezione civile Stefano Maullu, promotore dell’iniziativa, che ringrazia quanti hanno deciso di attivarsi per «arginare questo vile atto criminale». «L’obiettivo di una giornata così - spiega - è quello di dare un primo fondamentale apporto a quelle che saranno le successive operazioni di bonifica del territorio e delle acque colpite dall’emergenza».
Gli ultimi dati sulle attività del depuratore di San Rocco a Monza parlano di 2.289 tonnellate di materiale inquinante asportate, mentre lo sversamento di gasoli e oli minerali convogliati all’impianto attraverso le fognature è stato trattenuto per l’80%. «Ad oggi lo sversamento di idrocarburi nel fiume Lambro è sotto controllo - aggiunge l’assessore -. Le verifiche effettuate dai nostri operatori confermano che la situazione è in netto miglioramento e che gli argini dei fiumi potranno essere ripuliti in tempi brevissimi, tali da permettere le operazioni di bonifica». Oltre ai volontari, nel parco c’era anche una lunga catena umana di Legambiente che ha stretto in un abbraccio simbolico il Lambro malato. Sono in molti a partecipare all’iniziativa ecologista: Wwf, Italia Nostra Milano, Slow Food, Cgil Lombardia che lanciano un grido d’allarme e un appello (sottoscritto tra gli altri da Ermanno Olmi, Ermete Realacci e Giulio Cavalli) a cittadini e istituzioni per liberare al più presto dai veleni il corso d’acqua. «Non ci rassegniamo e chiediamo una risposta rapida e determinata alle istituzioni - dicono gli ambientalisti - per una straordinaria opera di attenzione e risanamento del fiume e del suo territorio».
Ma sugli interventi messi in campo per la salvaguardia del Lambro scoppia la polemica fra il Pd e la Regione. Comincia Filippo Penati, candidato alle regionali per il centrosinistra. «Se il piano d’emergenza non fosse scattato con 48 ore di ritardo, non saremmo di fronte a un disastro ecologico di queste dimensioni». Immediata la replica del Pirellone: «Le azioni per fronteggiare lo sversamento del petrolio sono state tempestive e hanno utilizzato tutte le modalità più adeguate a disposizione».