Sulle strade della Franciacorta

A sud del lago di Iseo, a meno di mezz'ora di auto da Milano e a dieci minuti dalla Bergamasca ha sede l'alta moda dello spumante italiano. Si chiama Franciacorta, una delle tante variazioni geografiche dell'eclettica provincia di Brescia, ma questa volta senza le nebbie della pianura padana, i capannoni di Lumezzane, le paillettes del lago di Garda, i pascoli della Valcamonica. Qui ci sono "semplicemente" poco più di duemila ettari di dolci colline vitate, immerse in un clima quasi mediterraneo, puntellate da splendide ville secolari, da piccoli borghi agricoli e impreziosite dagli sguardi a volo d'uccello verso panorami inconsueti. Per questo, decine e decine di ricchi industriali bresciani, da almeno un trentennio, investono in bollicine d'autore; si sono inventati un genere che oggi tira e va alla grande: sette milioni di bottiglie di Franciacorta (prodotte con regole ancora più severe di quelle che regolano la produzione dello Champagne) rappresentano il meglio della tipologia nel nostro Paese.
Per godersi la regione basterà raggiungere l'uscita autostradale di Rovato, il più grande fra i diciannove comuni della regione. Dopodiché sarà un gioco da ragazzi proseguire per il Monteorfano - terroir nel terroir della denominazione - e visitare il suo interprete più affidabile: Claudio Faccoli, az.faccoli@libero.it, 030.7722761, a Coccaglio. Maturo e autentico, il suo Franciacorta Dosage Zero 2002, dimostra che qui c'è un progetto e una visione. A Erbusco, vera e propria capitale tridimensionale della bollicine d'autore (viticola, enologica, commerciale), c’è solo l'imbarazzo della scelta. Tra i tanti bravi produttori, non mancare una visita alle cantine di Uberti, ubertivini.it, 030.7267476, perché producono tre Franciacorta squisiti: il superbo Comarì del Salem 2002, l'esplosivo Magnificentia, il potente Sublimis. E prima di salpare per nuovi lidi, bisognerà mettere il naso nei bicchieri più griffati della zona: i Blanc de Blancs di Cavalleri, cavalleri.it, 030. 7760217, il magico Collezione Esclusiva 1999 e l'autorevole Collezione 2001; il Satèn 2002 di Cà del Bosco pieno, maturo, personale, il Grand Cuvée Pas Dosé 2001 e per chi potrà permetterselo, lo splendido Extra Brut Vittorio Moretti 2001, vino simbolo di Bellavista 030.7762000, bellavistawine.it.
Ma nel cuore della Franciacorta si nascondono altre famiglie di grande tradizione viticola: i Bersi Serli, 030.9823338, bersiserlini.it, a Provaglio d'Iseo (ottimo il Satèn, buono l'Extra Brut 2000) e Il Mosnel, 030.653217, ilmosnel.com, a Camignone di Passirano (su tutti il Millesimato 2001 e il Pas Dosé) sono due indirizzi allettanti.
Non è finita. Le vie del vino franciacortino sono infinite e soprattutto articolate. Nel versante orientale del territorio, il profilo della colline è più incisivo, sale la quota altimetrica e il panorama viticolo si fa più affascinante. A Monticelli Brusati varrà la pena conoscere Gianluigi Balestra, info@ilpendio.com, 030.6852570, e il suo Franciacorta Brusato; a Ome, i Majolini elaborano Franciacorta che parlano la lingua del posto e si fanno potenti, pieni, maturi, selettivi. Potreste chiudere l'itinerario a Gussago, due passi da Brescia, dalla val Trompia e da quel tempio gastronomico che è il Miramonti L'Altro di Concesio, miramontialtro.it, 030.2751063. Incontrerete suoli di terra rossa, qualche vecchia pergola che resiste allo scorrere del tempo e un nuovo, giovanissimo vignaiolo. Si chiama Andrea Arici, 030.2770596, collinedellastella.it, e la sua unica cuvée, il Dosaggio Zero, è testimone di un talento che varrà la pena seguire.