Sulle strade ogni giorno un morto e tre feriti

Un morto e tre feriti al giorno. Questo il bilancio dello scorso anno sulle strade di Roma. Sono numeri che sembrano presi da un bollettino di guerra. E che danno alla capitale d’Italia il record nazionale assoluto quanto a pericolosità: 360 morti e oltre mille feriti a seguito di incidenti stradali nel solo 2007.
Per fronteggiare la situazione il Comune di Roma ha organizzato ieri la prima conferenza cittadina sulla sicurezza stradale, chiamando a raccolta istituzioni, municipi, associazioni alla Sala Carroccio del Campidoglio. Vi hanno partecipato per il Comune gli assessori alla mobilità Sergio Marchi, ai lavori pubblici Fabrizio Ghera, alle politiche sociali Sveva Belviso, alla scuola Laura Marsilio. Poi il prefetto Carlo Mosca, il questore Marcello Fulvi, per i Carabinieri il colonnello Vittorio Tommasone, per la Polizia stradale Roberto Campisi, per la polizia municipale il comandante Angelo Giuliani. In sala anche Umberto Guidoni, segretario generale della Fondazione Ania, che raccoglie segnalazioni da tutta Italia. Nel Lazio ben 650 i black-point dell’Ania, cioè gli incroci ad alto tasso di rischio, di cui 430 a Roma.
Più controlli sulle corsie preferenziali, più vigili in strada, più rilevamenti video ai 1400 semafori cittadini. Un ufficio unico di coordinamento, con sportello e numero verde per le segnalazioni. Inoltre un Tavolo permanente fra Campidoglio, forze dell’ordine, municipi, associazioni. Questa la ricetta del Comune per diminuire le vittime della strada. Oggi i vigili del Git effettuano i rilievi degli incidenti, l’Atac ha la gestione dei semafori, all’assessorato ai lavori pubblici fa capo la manutenzione delle strade, e così via. «Noi invece realizzeremo un ufficio unico, che riunisca tutte le varie competenze - spiega l’assessore Marchi -. Inoltre doteremo la Polizia municipale di etilometri e sorpassometri, per reprimere i comportamenti più pericolosi al volante. Sono tutte misure a costo quasi zero, con cui daremo una prima risposta importante alla richiesta di sicurezza che viene dalla città».
A Roma attualmente esistono circa 1400 impianti semaforici, di questi solo 313 sono collegati con la Centrale operativa dell’Atac. Altri 45 sono dotati di videosorveglianza, ma privi di sistema di registrazione. Questi semafori, appena le disponibilità di bilancio lo permetteranno, verranno tutti collegati in video alla Centrale. Sulla via del Mare sono poi dislocati quattro impianti per il rilevamento della velocità media (Sicve) e per l’accertamento delle infrazioni al divieto di sorpasso (i cosiddetti sorpassometri). Mentre sulla Cristoforo Colombo, in corrispondenza dell’incrocio con la circonvallazione Ostiense, esiste l’unico sistema Photorev di controllo del passaggio con il rosso. Anche questa rete verrà allargata e potenziata, annuncia Marchi. «Aumenteremo anche i lavori di manutenzione su buche, guardrail, avvallamenti - afferma l’assessore Ghera - specie sulle strade più pericolose: la via del Mare, la Colombo, la Pontina».
Ma tutto ciò non basta. Roma ha il record in Italia per numero di auto e di moto, la velocità spesso oltre i limiti fa la sua parte nel seminare di morti e feriti le strade. «Le contravvenzioni negli ultimi due anni sono state quadruplicate - osserva il prefetto Mosca - eppure è necessario fare qualcosa di più. Bisogna partire dalla scuola, educare i ragazzi fin dalla più tenera età al rispetto delle regole. In particolare a non assumere alcolici e stupefacenti prima di mettersi al volante».