Sulle «terrazze» fioriscono i bungalow

Pronti tre milioni e mezzo per iniziare i lavori appena la Regione dirà sì

da Riomaggiore

«Avevo negli occhi queste Cinque Terre a terrazze. Un foto, una delle tante, ne bloccava i colori e l'armonia. Ho pensato che il Villaggio Europa doveva essere proprio così». L'architetto Nicola De Mastri srotola le mappe del suo progetto, allarga i fogli uno sull'altro. Il dito scorre lungo la striscia di terra sotto la stazione di Corniglia, ancora terra di Riomaggiore. È l'antico tracciato ferroviario, seconda metà dell'800. Alle spalle la massicciata della via ferrata, sotto lo strapiombo sul mare di circa venti metri. Una striscia da urlo senza accessi alle auto. Nessun attracco. C'è solo il treno e la voglia di camminare. E una serie di bungalow di plastica e amianto, generati dello sfrenato boom edilizio formato anni '60. Che l'allora titolare fa funzionare proficuamente sull'area avuta in gestione dalle Ferrovie. Area che gli eredi acquisteranno per rivenderla poi ai fratelli Greco, i due imprenditori spezzini che per quella fetta di paradiso hanno messo sul tavolo un paio di milioni di euro. Ma bisogna sognare in grande. Ed è così che ti chiamano De Mastri e gli dicono di sognare per loro una struttura turistico ricettiva che sia anche recupero paesistico ambientale. Qualcosa di qualitativamente eccellente che di quella terra vivesse. Che ne respirasse i profumi e ne riproducesse l'andamento aspro.
De Mastri si muove su 6.600 metri quadri come su una tavolozza: «Qui il bar ristorante, poi la reception con sale comuni. Di seguito 40 tra mono e bilocali per un totale di 130 posti letto. Che a differenza dei bungalow sviluppati in lunghezza, abbiamo in parte concentrato su due livelli nella zona del muraglione di contenimento e in parte, su un solo piano, dove la massicciata degrada». Le coperture saranno a tetto-giardino, ossia l'effetto terrazza fiorita di tanta parte di Liguria. Tant'è vero che del discorso s'è occupato il professor Enrico Martini, botanico e docente all'Università di Genova. Settantacinque le essenze individuate capaci di garantire fioriture per l'intero arco dell'anno. «E poi tutte le camere saranno vista mare - precisa De Mastri -. Verrà realizzato un tratto di sentiero pubblico recuperando il percorso ottocentesco dei ferrovieri guardafili, eliminando così il conflitto della configurazione attuale con il tessuto delle residenze turistiche».
Un'intera porzione della proprietà è stata destinata a verde e percorso di uso pubblico e non a caso si collega al tracciato cha scivola da Manarola in direzione Corniglia. Che i portatori di handicap potranno raggiungere attraversando il complesso. De Mastri mostra anche il plastico in sezione, un colpo d'occhio cromatico dotato di tutti i confort per chi vuole fare il pieno di Cinque Terre. Il costo dell'operazione si aggira sui 3 milioni e cinquecentomila euro, più attrezzature e arredi. Bella cifra a fronte del recupero totale di un'area ormai degradata, dove i bungalow sono sempre più spesso rifugio di vagabondi. Dove di recente è divampato un incendio, doloso, che ha ridotto in cenere il 20 per cento di quelle strutture fatiscenti. La pratica Villaggio Europa è già da tempo al vaglio della Regione. Che ha adottato lo strumento urbanistico e attende il documento d'intesa con il Parco delle Cinque Terre già in via di definizione. Poi l'approvazione. Il progetto piace al Comune di Riomaggiore, piace all'Ente Parco. In conferenza di servizi l'ultima analisi sotto l'aspetto edilizio. «E poi speriamo si parta». Gli viene dal cuore a De Mastri «perché se tutto va bene iniziamo il lavori a settembre ed entro maggio 2006 avremo il nuovo Villaggio Europa». Torna con gli occhi alle carte. Le ripiega e rientra nei ranghi. Perché ha volato senza rete quando lo ha raccontato. Dentro gli occhi, dentro le istantanee di quella terra aspra e generosa cui è rimasto fedele. Con il cuore e con la penna.