Sulle utility scattano i realizzi

Energetici giù con il calo del petrolio

Si chiude con il segno meno, ma con scambi decisamente più intensi (controvalore pari a 6,84 miliardi di euro) rispetto alla vigilia, la seconda seduta della settimana di Piazza Affari. Il Mibtel ha lasciato sul terreno lo 0,33% a 25.230 punti e lo S&P/Mib lo 0,06% a 32.743 punti, in linea con l’andamento europeo. Seduta da dimenticare per Impregilo (-3,55%) nel giorno dei provvedimenti cautelari emessi dalla procura di Napoli nell’ambito della questione rifiuti in Campania, che coinvolge alcune controllate del gruppo di costruzioni. Segno positivo invece, tra i bancari, per Unicredit (+3,23%), su cui sarebbero scattate ricoperture tecniche dopo i cali dell’ultimo periodo. Tra gli altri sopra la parità Intesa SanPaolo (+0,97%) e Ubi Banca (+0,33%); stornano invece Bpm (-1%) e Mediobanca (-0,04%). Giornata di realizzi anche per la triade Enia (-1,7%), Hera (-0,96%) e Iride (-0,09%) che si avvia alla creazione di un maxi-polo delle multi-utility da 5 miliardi di capitalizzazione. Nel settore petrolifero ha ceduto Eni (-1,6%) in scia alla volatilità dell’oro nero (a 130 dollari al barile). Sottotono nell’energia Edison (-1,87%) ed Enel (-0,2%). Tra le altre a maggiore capitalizzazione rialzi frazionali per Telecom (+0,42%) e Tiscali (+0,89% a 2,37 euro). Nel resto d’Europa Francoforte ha beneficiato del rialzo delle Man (+3,06%), che potrebbe riprendere a trattare con Scania. Sono inoltre salite le Lufthansa (+1,86% ) e le Rwe (+1,16%). A Londra sugli scudi il colosso della birra SabMiller (+7%) in scia alle voci di un possibile takeover dalla rivale InBev. A Parigi sono invece scivolate di oltre il 3% le francesi Faurecia. In rialzo New York, dove a un’ora dalla chiusura il Dow Jones guadagnava lo 0,55% e il Nasdaq l’1,38%.