«Sulle vacanze italiane puntiamo 118 milioni»

La ricetta anticrisi passa attraverso il rilancio del Turismo. Anche con soldi sonanti. Il ministro del Turismo, Michela Brambilla, alla Bit di Milano, conferma: «Abbiamo stanziato 118 milioni di euro per finanziare progetti di eccellenza a fondo perduto fino all’80%.».
Be’ visti i tempi che corrono è una bella sommetta.
«L’imperativo è puntare sul settore delle vacanze. Del resto, l’affluenza dei visitatori e il numero degli Stati espositori alla Borsa internazionale del turismo ci conforta».
Ministro, ci spiega a chi andranno quei fondi?
«Lo stanziamento sarà distribuito tra tutti i progetti che le regioni presenteranno al ministero del Turismo. Le regioni a loro volta dovranno recepire iniziative presentati sia da enti pubblici sia da privati».
In che settori?
«Vogliamo valorizzare il turismo accessibile, il settore termale, il turismo religioso, congressuale, enogastronomico, il turismo della natura e il turismo culturale che però promuova nuove realtà e valorizzi le città minori».
Ai soliti scettici cosa vuole rispondere?
«Che sono soldi spesi bene. Quello che investi in questo settore mette le radici, non si può spostare come accade nell’industria che muove gli stabilimenti dove gli pare».
L’Italia rimane un Paese turisticamente appetibile?
«Per il mondo gira un miliardo di turisti. C’è posto per tutti. Noi abbiamo molte carte da giocare. E la chiusura dei conti del 2009 è incoraggiante».
Qualche numero?
«Rispetto all’anno prima abbiamo avuto una flessione del -3,1% di camere occupate. Nel 2008, invece, l’Italia, che vanta una rete di 4 milioni e 700mila camere, è stata la prima in Europa per numero di presenze turistiche e seconda come numero di arrivi dopo la Francia».
Insomma il comparto regge bene nonostante il momento critico.
«Ma si può migliorare. Bisogna incentivare la destagionalizzazione delle vacanze. Ho intenzione di incrementare le strutture per il golf, uno sport a contatto con la natura che funziona tutto l’anno».
Come vuole promuovere il marchio Italia all’estero?
«In mille modi. Intanto è il primo anno che abbiamo uno stand Italia e non solo regionale. Poi partirà un grande tour che toccherà le capitali europee».
In che cosa consiste?
«Porteremo l’Italia in mostra e la presenteremo in piazza. Se la montagna non va a Maometto...».
Lei è un’animalista e capisce quanto è difficile portare gli animali in vacanza. Così ha sviluppato il turismo a quattro zampe.
«Il nostro sito www.4zampe.it è contattato da 1000 visitatori al giorno che lo analizzano per nove minuti. Sono saliti al 15% gli hotel italiani che ospitano gli animali. Ancora pochi ma siamo in crescita».
Così date una medaglia all’eroe a quattro zampe.
«Si chiama Zoe, un cane che è un fenomeno perché ha salvato vite sulle spiagge. Ma premieremo anche le migliori strutture che si sono distinte nell’ospitalità degli animali domestici. A loro andrà il riconoscimento di impresa turistica a 5 stelle per i 4 zampe».
La moda è anche roba sua. Che ricadute ha sul turismo la riduzione dei giorni dedicati alla settimana della moda?
«Io dico che è stato un grande errore che non si doveva fare. Noi non possiamo farci dettare i calendari dalle esigenze o dai capricci di chicchessia. Inoltre questa scelta ha causato due danni».
Quali?
«Uno immediato, relativo all’indotto inferiore a quello degli altri anni. Ma la cosa più grave è che sono stati penalizzati i nuovi stilisti. A loro hanno tagliato tempo e platea. La moda italiana ha un appeal internazionale e siamo noi a dettare il calendario agli altri, non viceversa. Comunque questa è una lezione che ci è servita. Serve più unità e spirito di squadra, la filiera della moda deve diventare un fronte compatto».