"Sull'elicottero di Obama partita aperta"

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Guarguaglini: &quot;Non aspetteremo seduti. Lo stop è per
la seconda commessa e non per la prima, ma la seconda non ha un impatto finanziario perchè non
l’abbiamo mai messa in bilancio&quot;
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Mosca - È ancora tutta aperta per Finmeccanica la questione della commessa negli Usa per l’elicottero presidenziale "Marine One". Lo ha assicurato il presidente e amministratore delegato Pier Francesco Guarguaglini, nonostante la raccomandazione inviata al Congresso Usa dal segretario alla Difesa Robert Gates, che prevede anche la possibilità di sospendere la commessa. "Questo è un primo passo - ha detto Guarguaglini a margine del Forum economico italo-russo a Mosca - perché Gates fa una proposta che deve seguire il suo iter. Qui comincia la storia, cercheremo anche di muoverci e non aspetteremo seduti". "La seconda tranche della commessa - ha aggiunto il numero uno di Finmeccanica - non l’abbiamo mai messa nei nostri numeri, che quindi non cambiano. Abbiamo sempre sostenuto che il nostro elicottero è stato migliorato dall’Increment 1, ora il governo americano deve decidere cosa vuole fare".

"Lo stop - ha detto Guarguaglini - è per la seconda commessa e non per la prima, ma la seconda non ha un impatto finanziario perchè non l’abbiamo mai messa in bilancio". Per la decisione americana "ci vogliono diversi mesi, perché devono presentare tutto il budget generale della Difesa a metà maggio e il Congresso lo approva verso ottobre". In ogni caso, ha aggiunto il numero uno di Finmeccanica, "la commessa che abbiamo è definita: per i prossimi 18 elicotteri possono proporre ulteriori miglioramenti per una maggiore sicurezza: l’Increment 1 non basta, ma l’Increment 2 è forse troppo costoso".