A Sullivan cinque anni di carcere: «Era l’architetto della maxifrode»

Scott Sullivan, ex direttore finanziario della ex Worldcom, è stato condannato ieri a 5 anni di reclusione per le responsabilità avute nella frode da 11 miliardi di dollari emersa nel 2002 dai conti del secondo operatore di telefonia sulla lunga distanza degli Stati Uniti. Il manager, riconosciuto dalla corte come «l’architetto della frode», ha beneficiato «dell’ampia e costruttiva collaborazione» data nella complessa opera di ricostruzione dei fatti e delle frodi contabili. Sullivan è stato soprattutto il grande accuratore dell’ex numero uno Bernard Ebbers, condannato appena poche settimane fa a una pena di 25 anni carcere. Tutti i protagonisti della maxi frode da 11 miliardi di dollari, che ha portato al collasso dell’ex colosso delle telecomunicazioni, sono stati condannati dal giudice Barbara Jones che ha presieduto il processo. La prima sentenza è arrivata il 13 luglio e ha riguardato Bernard Ebbers, «il grande orchestratore». L’ex ceo di WorldCom è stato giudicato e condannato per associazione a delinquere a scopo di frode e falso in bilancio. La condanna è stata ridotta a 25 anni, dagli iniziali 30, poiché il giudice ha tenuto conto delle tante inziative caritatevoli di cui Ebbers è stato promotore in questi anni. La reclusione scatterà a partire dal prossimo 12 ottobre.