«Il summit? Piattaforma di aggiornamento»

La legge del 15 Marzo 2010 sancisce il diritto del cittadino alle cure palliative e all'appropriata terapia del dolore, anche a livello pediatrico. Ma molte altre sono le innovazioni che tale normativa ha apportato al Servizio Sanitario. Ad esempio, è fatto «obbligo» di registrare sulla cartella clinica di ogni paziente l'intensità del dolore (che deve essere appropriatamente misurato), i farmaci antalgici assunti, con relativi dosaggi e risultati raggiunti. La nuova legge semplifica la modalità di prescrizione degli oppiacei per il trattamento dei pazienti affetti da dolore. Tuttavia, la gestione del malato con dolore cronico richiede un aggiornamento scientifico permanente, alla luce delle più recenti acquisizioni; tutto ciò comporta «la necessità di formare la classe medica a una moderna gestione del dolore, con un approccio multidisciplinare» sostiene il professor Alessandro F. Sabato, direttore cattedra di Anestesiologia e Rianimazione dell'Università degli Studi di Roma Tor Vergata. «L'importanza di una formazione specifica nasce anche dal fatto che occorre integrare i Centri di terapia del dolore tra loro e con le altre Unità ospedaliere e territoriali, per evitare che il malato vaghi per lungo tempo prima di ricevere la cura adeguata» aggiunge il professor Antonio Gatti, responsabile dell’Unità di Terapia del Dolore del Policlinico Tor Vergata-Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Il progetto IMPACT proactive potrebbe rappresentare la piattaforma di aggiornamento referenziato per raccogliere esperti nazionali ed internazionali, favorendo uno scambio di conoscenze ed esperienze cliniche per un moderno approccio alla cura di ogni forma di dolore. «Potrebbe favorire la diagnosi, ancora oggi sottostimata, di una delle più frequenti forme di dolore come il BreakThrough Pain, un dolore transitorio di intensità spesso molto grave che riduce notevolmente la qualità di vita del malato, in particolare del paziente oncologico» sostiene Gatti.
Oggi l'uso di alcuni farmaci efficaci è rallentato sia da barriere culturali, sia dall'esigenza di un aggiornamento scientifico della classe medica e di tutti gli altri operatori sanitari (farmacisti e infermieri, in particolare); la legge 38/2010 semplifica la terapia a base di analgesici oppiacei, ma occorre investire in aggiornamento su tutti gli addetti ai lavori.
L'auspicio è che «grazie a questa nuova legge e al suo rapido recepimento dalle varie Regioni, si attuino piani di aggiornamento multidisciplinari - ribadisce Sabato - e che tutti si sentano coinvolti in una precisa e permanente campagna di comunicazione al paziente e ai suoi familiari, per informarli sul loro diritto a una migliore qualità di vita. Rendere nota una legge che tutela il cittadino dal dolore inutile è un atto di estrema civiltà e segno di una profonda evoluzione culturale; oggi è tempo di divulgare a tutti questi diritti».