Sunia: «Cacciare gli abusivi dalle case popolari»

Allarme del sindacato: «Situazione esplosiva. Ma si regolarizzi chi occupa per necessità». L’ipotesi al tavolo della prefettura con il Comune

Le lastre d’acciaio a difesa di alloggi vuoti servono a ben poco: distrutte a colpi di scalpello. Atti di forza contro il patrimonio immobiliare del Comune. Accade allo Stadera come al Molise Calvairate, a Ponte Lambro come al Gratosoglio. «Okkupazioni» abusive che, dall’inizio dell’anno scorso a oggi, sono aumentate del sessanta per cento. Che scende al trentaquattro per cento per gli alloggi targati Aler. Boom dell’illegalità che, quindi, tocca quota 4.550 su 72mila alloggi.
Fotografia che spinge il Sunia a lanciare l’allarme: «Bisogna intervenire e subito cacciando via i delinquenti che occupano abusivamente. La situazione è esplosiva. Ma, attenzione, serve anche il coraggio di regolarizzare quelle occupazioni determinate da un reale stato di necessità». Distinzione che Carmela Rozza, segretaria generale del sindacato inquilini, ritiene «indispensabile» per affrontare «con lungimiranza» l’emergenza: «Se quelle ventimila domande in attesa di una casa popolare reclamano di mettere mano al fenomeno dell’abusivismo, le stesse impongono di separare il grano dalla pula, ovvero offrire una soluzione - possibile con la modifica della legge regionale - a chi entra nella statistica dell’illegalità, sostenuto però dalla necessità». Criteri per la regolarizzazione che, martedì, in Prefettura saranno messi sul tavolo con il Comune disponibile a percorrere la strada della regolarizzazione degli abusivi per necessità ma solo dietro via libera della Regione. Che, per bocca dell’assessore alla Casa, Giampiero Borghini, non nega la «possibilità di modificare i regolamenti sulla base delle necessità oggettive, debitamente condivise». «Occasione unica», aggiunge il Sunia, per «garantire la tutela sociale, il rispetto della legalità e delle regole del vivere civile» che non può «essere però scambiata per una sanatoria: darebbe di fatto ragione a chi dell’occupazione abusiva ha fatto una professione».
Consapevolezza, quella anti-abusivi del sindacato inquilini, che va di pari passo con una seconda proposta relativa agli alloggi liberi, «appartamenti sfitti che determinano di fatto una giustificazione alle occupazioni abusive». Proposta all’insegna di «tempi certi nell’assegnazione perché - chiosa Carmela Rozza - è inaccettabile che il Comune continui a tener vuoti oltre duemila alloggi popolari». Duemila occasioni d’oro per l’illegalità.