«Il suo errore? Nessuna idea»

«Mentre a chi governa a tutti i livelli oggi si chiedono risposte che sostengano lo sviluppo in un momento di crisi, Pisapia cosa fa?».
Lo dica lei, Carlo Masseroli.
«Farnetica di poteri occulti che ostacolano le sue scelte. Ma la scelta di Bruno Tabacci, navigato assessore al Bilancio, serve proprio a dare garanzie ai poteri forti».
Sbaglio o lei voleva il dialogo?
«Purtroppo la politica di Pisapia si dimostra elitaria, filoborghese e non popolare. Nessuna scelta nuova. Solo aumenti di tasse e del biglietto Atm. Contrari non sono fantomatici poteri occulti, ma l’intera città».
Già finita l’apertura?
«Quello che ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano al Meeting di Rimini vale per il Paese, ma anche per Milano, scagliarsi l’uno contro l’altro non fa bene».
Da dove si ricomincia?
«Da un tavolo per sostenere la crescita e l’attrattività della città in tempi di crisi e di tagli. L’obiettivo dev’essere non aumentare le tasse locali».
Il vicesindaco Guida ha detto che le tasse sono una cosa buona.
«Non è vero. Potrebbero essere fatali per il consumo assottigliando la capacità di spesa. Senza mercato non c’è produzione e senza produzione non c’è lavoro. No tasse, sì crescita».
Come si fa?
«Riformando il ruolo dei Comuni. Non più fornitori di servizi, ma controllori. Il liberalismo municipale, affidarsi al privato sociale».
Altre idee per il tavolo?
«Sostegno alla famiglia. Quoziente familiare, chi ha più figli paga meno tasse. Investiamo su chi investe».
Pensa che Pisapia sia d’accordo?
«Sento parlare un po’ troppo di delle famiglie non tradizionali. Solo un modo per finire sui giornali».
Al Pgt avete rinunciato?
«Assolutamente no. Sarà una delle battaglie d’autunno».
Perché? Non è giusto considerare le osservazioni dei cittadini?
«Col Pgt abbiamo dato una leva al territorio che porta qualità, lavoro, attrattiva, riduzione dei prezzi delle case».
Altre “battaglie” d’autunno, come le chiama lei?
«Basta tasse. Le amministrazioni di centrodestra negli ultimi quindici anni hanno dimostrato che si può».
Come?
«O l’amministrazione aiuta chi fa o chi fa paga l’amministrazione per esistere. Tagliamo ciò che non serve».
Che opposizione farete?
«Coinvolgimento e trasparenza. La casa dell’opposizione: un pomeriggio alla settimana riceveremo i cittadini a Palazzo Marino. Poi un referente per ogni quartiere e un numero di cellulare su cui segnalare problemi e suggerimenti».
La trasparenza?
«Un datastore come a Londra con tutti i dati disponibili a tutti. Così si sviluppa anche il business. Un esempio? I parcheggi liberi o le code».
Altro?
«Vogliamo incontrare tutte le categorie. Magari pensando a degli stati generali dell’opposizione».
Cosa non le piace di Pisapia?
«Per ora non ha nessuna vera idea amministrativa. Ha distrutto o ha dato continuità a quello che avevamo già cominciato. Troppa demagogia come per Expo. E trasparenza molto annunciata, ma poco praticata».
Dove ha sbagliato oltre alle tasse?
«La cacciata del personale, uno spoil system da prima repubblica mascherato da meritocrazia. Ha già messo in crisi la macchina comunale. La rinuncia ai militari, il blocco del Pgt e l’aumento del biglietto Atm».
In cosa appoggerete Pisapia?
«Le due nuove linee del metrò, la chiusura dell’anello preferenziale della 90-91, un’idea partita da Albertini anche se Maran ne parla come se fosse sua, l’estensione del bike sharing, il museo ex Ansaldo di Chipperfield, i parchi City Life e Garibaldi, il completamento del piano parcheggi e gli interventi di social housing».