Il suo futuro è in un caffè tra il suo agente e Moratti

«Come ogni volta che vengo in Italia mi prenderò un caffè con il presidente Moratti e andrò a cena con Adriano. Niente di speciale». Nessun dissapore con Mourinho, nessuna intenzione di lasciare l’Inter, nessuna ipotesi di vestire il rossonero la prossima stagione. Il caso Adriano non è mai stato un caso. Firmato, il suo procuratore Gilmar Rinaldi. Baci e abbracci, dunque? Chissà...
Certo è che dopo l’eliminazione dalla Champions, Adriano ha facilmente trovato più di una soluzione per riprendersi in fretta dalla cocente delusione. Sabato mattina si sarebbe presentato all’allenamento di rifinitura in vista del match contro la Fiorentina, dopo una lunga notte passata all’«Ondanomala», locale non lontano da San Siro: questa volta nessun ritardo, ma Mourinho non vedendolo al top della condizione gli ha preferito Balotelli. Una decisione, quella dello Special One, giunta dopo l’esclusione dal match di Manchester che già aveva fatto storcere il naso all’Imperatore: «Speravo di entrare prima», la confidenza fatta nel post-partita. Ma non è finita qui. Con il benestare della società, dopo l’incontro con la Fiorentina, Adriano è volato in Sardegna per due giorni di relax sul suo yacht ormeggiato a Porto Cervo, in compagnia di Julio Cesar, Mancini e Maicon. Niente di male, ma con il suo comportamento in una sola settimana Adriano ha così dilapidato il credito che vantava con Mourinho, frutto di un intero inverno di fatica. I sottili fili che intrecciano il rapporto con il tecnico sono tornati a tendersi, tanto da riaccendere le voci di un possibile addio del brasiliano. A gennaio si era parlato del Flamengo, ora a bussare alla porta dell’ufficio di Moratti potrebbe esserci il Milan, nonostante la pronta smentita del procuratore: «Un’ipotesi che non valuto nemmeno».