Il suo sorriso per promuovere un libro

Sorrideva, luminosa, in prima pagina sul Corriere della Sera di ieri, giorno della sua morte, Eluana Englaro. Con lo sguardo radioso dei suoi ventun anni, prima del tragico incidente stradale che le aveva tranciato in due l’esistenza. Una foto in bianco e nero, non tanto grande, che spuntava nell’angolo in basso a destra, incorniciata da due fili tipografici che separano le inserzioni pubblicitarie dalle notizie e dai commenti del resto della pagina. Perché di inserzione pubblicitaria si trattava: quella che promuoveva il libro scritto dal padre Beppino Englaro con Elena Nave, che s’intitola Eluana - la libertà e la vita ed è stato pubblicato un paio di mesi fa da Rizzoli, com’è noto lo stesso editore del Corsera.

Il marketing ha le sue esigenze, si dirà. E anche il mercato. E i bilanci delle case editrici. Come no! Per esempio: quando muore uno scrittore, un poeta, un cineasta, un cantante vengono ripubblicati i loro libri, le loro opere, magari in nuove edizioni, più eleganti, più solenni. Ma nel caso di Eluana la faccenda era un tantino diversa. La sua sorte era appesa a un filo di speranza che, di minuto in minuto, si faceva più esile. Fino a essersi spezzato per sempre. La drammaticità della sua condizione, le lacerazioni delle persone che le erano più vicine e i dilemmi che ne derivavano hanno attraversato e diviso le coscienze degli italiani come non accadeva da tanto tempo.

Quanti libri si potevano vendere... Nei giorni scorsi, il più importante, più venduto e più autorevole quotidiano italiano non aveva mai pubblicato in prima pagina fotografie di Eluana. Che, invece, erano comparse all’interno, tra quelle dei politici coinvolti nel conflitto istituzionale, più spesso nei manifesti dei militanti pro life. Raramente, invece, in quelle immagini di famiglia davanti alle quali si faceva ritrarre il signor Englaro, nel salotto di casa. Quella del Corriere sarà stata sicuramente una scelta per non identificare la donna di cui stavamo discutendo in questi giorni con il volto di ragazza innamorata della vita che ora è impresso nella nostra mente. Una scelta rispettabilissima. Tanto più, risulta almeno curioso, anzi, per essere più espliciti, risulta molto stridente, che la Rizzoli sia riuscita a far comparire quel volto sulla prima del Corsera per un’inserzione pubblicitaria. Certo, per vendere qualche libro in più non si guarda in faccia nessuno. Stavolta, forse, sarebbe stato meglio farlo. Magari oggi, in prima pagina sul Corriere, le foto di Eluana saranno due.