Suona l’allarme e si ferma Messa Parroco sventa un furto in chiesa

Franco Sala

Squilla il telefonino durante la celebrazione della Santa Messa: è quello del parroco. I fedeli restano sorpresi. Il cellulare suona perché è collegato al sistema antifurto del vicino oratorio. Il motivo c’è, eccome. L’episodio capita nella parrocchia Sacra Famiglia, in Via Tripoli, al quartiere Villaggio Ambrosiano di Paderno Dugnano. Il prete sta officiando la Messa dell’Epifania, davanti, raccolti ad ascoltare la funzione, tanti papà con i loro bambini. L’avviso di chiamata che, arriva dalla rete mobile, non cessa. La Messa è sospesa, interrotta bruscamente: ci sono i ladri da bloccare. Padre Ettore Dubino in testa, seguito dagli adulti, con passo spedito si dirige verso l’oratorio.
Arrivati sul posto, sacerdote e fedeli, trovano il ladro che ha già scardinato la cassetta delle offerte, sistemata nella cappella del luogo frequentato dai tanti giovani della frazione. In totale il balordo si è messo in tasca qualche decina di euro: un piccolo bottino, considerata la confusione provocata. I bambini, per precauzione, ignari e confusi dall’insolita avventura rimangono in chiesa. Intanto, dentro i locali dell’oratorio, il balordo, forse imbottito di droga, certamente un ladruncolo di mezza tacca, non s’aspettava d’essere scovato. In ogni caso, davanti al prete, con addosso l’abito talare, e ai suoi parrocchiani decide di fare il duro: tenta il tutto per tutto pur di guadagnare la fuga. Impugna il grosso cacciavite che, ha appena usato per forzare la finestra del piccolo santuario e la cassettina che accoglie la generosità della gente e minaccia. «Se non mi lasciate andare – avverte con la voce del prepotente – colpisco qualcuno di voi». Padre Ettore, avvezzo alla contemplazione e alla preghiera, assieme ai suoi parrocchiani, rimane esterrefatto: passano momenti di panico. Il ladro, a tutti i costi, vuole battere la ritirata. Nessuno riesce a capire se sbraita per diffondere paura, oppure, se l’idea di finire al fresco potrebbe portarlo a commettere qualche colpo di testa. Il cacciavite è lungo una trentina di centimetri. Se il balordo perde il lume della ragione, potrebbe combinarla davvero grossa. Il malvivente che, durante lo scorso anno, ha già tentato altre tre volte di «svaligiare» la cassettina delle offerte, sempre nello stesso oratorio, è nervoso, irrequieto. Il prete tenta di convincerlo a desistere: niente. La tensione sale alle stelle: difficile prendere ogni iniziativa con il balordo di fronte che, cascasse il mondo, non vuole arrendersi. Almeno al prete. Intanto un fedele compone il 112 e avvisa del fatto la centrale operativa dei carabinieri di Desio. Sul posto vola una gazzella della radiomobile. I ragazzi del tenente Giuseppe Mercatali, devono usare le maniere spicce. Senza perdere tempo, s’avvicinano all’esagitato. Con ottima scelta di tempo riescono a disarmarlo. A quel punto il giovane, 33 anni, del luogo, non ha scelta: allunga i polsi per le manette. È caricato sull’auto dei militari e trasportato in caserma. Dovrà rispondere dell’accusa di rapina impropria e minacce. Dopo qualche ora trascorsa in camera di sicurezza è inviato in una cella del carcere di Monza. Padre Ettore e i fedeli rientrano in chiesa. La Messa finalmente ricomincia. Naturalmente dall’inizio.