Il suono di mille chitarre per il ritorno di Clementina

In migliaia al concerto in onore della giovane. Don Mazzi: «Un esempio il suo altruismo»

Un grande striscione azzurro tenuto in alto da decine di giovani chitarristi: «Bentornata Clementina». Piazza Duomo è tutta per lei, la cooperante di Care International liberata lo scorso 9 giugno dopo 24 giorni di prigionia a Kabul. Milano l’ha voluta salutare così, con una grande festa al suono di mille chitarre.
Sul palco allestito davanti al sagrato, ragazzi e ragazze provenienti da tutta Italia aspettano di dedicarle la «Sinfonia popolare per la pace», composta da Franco Mussida, storico chitarrista della Pfm. Hanno aderito spontaneamente, arrivando fino in piazza Duomo per il primo grande concerto della loro vita. Davanti hanno il pubblico delle grandi occasioni: centinaia di milanesi accorsi per riabbracciare la loro concittadina.
Clementina arriva poco prima delle 18 accompagnata dal presidente della Provincia, Filippo Penati, e dal fondatore della comunità Exodus, Don Mazzi (organizzatori dell’evento insieme con il Centro di produzione musica). «Volevo solo dire che so che questo concerto era stato dedicato a me - dice commossa - ed è un’emozione ancora più grande stare qui a celebrarlo insieme. Grazie mille a tutti voi».
Poche parole prima di lasciare la piazza insieme con i suoi genitori. Il «Concerto delle mille chitarre» era stato dedicato a Clementina prima che fosse liberata. Il suo rilascio l’ha trasformato nella più festosa delle occasioni.
«Clementina è il simbolo della solidarietà e dell’altruismo - esordisce Penati -. Bentornata, ti facciamo tanti auguri per il futuro». A presentare la manifestazione è Paola Maugeri, che uno dopo l’altro, accompagna sul palco tanti ospiti: Alberto Fortis, Linda, Antonella Ruggiero. Tutti hanno parole di affetto per Clementina. Un piccolo regalo arriva anche dall’Associazione dei panificatori della provincia di Milano: mille «Clementine», pezzi di pane a forma di C. Intanto, i mille chitarristi seduti dietro il palco applaudono, fanno la ola, ripassano lo spartito, accordano gli strumenti. «È uno spettacolo vedere tanti giovani sani e felici - dice Don Mazzi -. Volevo che il messaggio di Clementina arrivasse a questi ragazzi: la vita può essere dedicata agli altri, anche a costo di metterla in pericolo». Alle 19 la scena passa a loro: alle mille chitarre. Mezz’ora di celebrità che non potranno dimenticare.

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