Suora malata di Tbc: sotto controllo 100 bimbi dell’asilo

L’allarme a Boffalora Ticino dove la religiosa peruviana è arrivata il mese scorso

Una bronchite asmatica resistente ai farmaci, e alla fine si è scoperto che la suora, in servizio presso la scuola materna parrocchiale di Boffalora Ticino, era rimasta vittima della turbercolosi. Un’infezione batterica che ha fatto subito scattare l’allarme rosso nella struttura educativa frequentata da un centinaio di bambini in tenera età. Appresa la notizia, l’Asl ha immediatamente avviato la profilassi generale per evitare eventuali contagi; adesso le famiglie aspettano con ansia i risultati del test Mantoux grazie al quale si potranno accertare positività e negatività, ma non prima di fine settimana. Ad accorgersi che la suora covava una malattia un tempo debellata, ma che si sta ripresentando con sempre maggiore frequenza anche in Italia, è stato il suo medico curante. «Nonostante le cure praticate per la bronchite sono rimasti alcuni sospetti. Persisteva la febbre alta, la sudorazione eccessiva e uno stato di malessere generale. Così – ha spiegato il dottor Ivo Colombo -, ci siamo affidati all’ospedale di Legnano per ulteriori approfondimenti dai quali sono giunte le conferme. La suora è rimasta vittima del bacillo di Kock, ma le sue condizioni sono in netto miglioramento». La vittima del batterio è una giovane religiosa trentenne di origine peruviana, in Italia da un paio d’anni. Alla scuola materna è arrivata soltanto un mese fa, dopo un lungo periodo trascorso in un altro istituto religioso italiano. «Sicuramente ha contratto la malattia negli ultimi mesi proprio in Italia – ha aggiunto il medico -; la suora, infatti, non ha effettuato alcun viaggio all’estero, come qualcuno ha sospettato». Visto che la tubercolosi che l’ha colpita è stata scoperta per tempo, anche per i piccoli allievi della materna, qualora ne fossero rimasti contagiati, i rischi sarebbero limitati. Una cura a base di antibiotici dovrebbe metterli al riparo da ogni pericolo. Ma i controlli per verificare casi di contagio non si sono limitati ai soli frequentatori dell’asilo. Nei prossimi giorni ne seguiranno altri, destinati a tutti quei bambini che in qualche modo, anche seguendo le lezioni di catechismo, hanno avuto a che fare con la religiosa. L’Asl li ha già individuati e inviato alle famiglie una lettera, per la verifica con l’apposito esame. L’altra sera si è tenuta una riunione per rassicurare le famiglie giustamente preoccupate sia per il ritardo con cui è stato lanciato l’allarme che per l’ansia relativa all’attesa dei risultati dei test a cui i piccoli si sono sottoposti. La Tbc è una malattia che si trasmette per via aerea tramite un batterio: basta uno starnuto o un colpo di tosse per rimanerne contagiati. «Occorre però non farsi prendere da inutili allarmismi – ha concluso Colombo, che è anche assessore comunale -; abbiamo tutti gli strumenti per fronteggiare improbabili infezioni».