Una suora prega per dodici ore contro «Il codice»

da New York

«Sarà pure fiction, ma girare questo film qui è contro la fondamentale essenza di quello in cui crediamo». Così suor Mary Michael argomenta il picchetto di protesta che ha organizzato fuori della cattedrale di Lincoln, dove ieri Tom Hanks e la troupe cinematografica de Il Codice Da Vinci sono arrivati per filmare alcune delle sequenze della pellicola tratta dall’omonimo bestseller di Dan Brown. La chiesa rappresenterà nel film l’abbazia di Westminster, visto che quest'ultima ha rifiutato di aprire le porte alla troupe del film da 80 milioni di euro.
La suora, 61 anni, ha attirato un seguito di persone più folto di quello dei fan delle star della pellicola: erano in oltre 150 ad ascoltare il suo sermone a fronte dei soli 30 ammiratori che, fuori dall'uscita di servizio della chiesa, attendevano di vedere Hanks e gli altri loro beniamini. Lo stesso Hanks e la troupe della Sony, impegnata nelle riprese, avrebbero assistito alla protesta della donna che è rimasta in preghiera davanti alla chiesa per dodici ore consecutive. La suora ha fatto per tre giorni il pellegrinaggio del Purgatorio di San Patrizio in Irlanda per prepararsi a combattere la sua crociata contro il film e contro il vescovo e il decano di Lincoln, rei secondo lei di avere dato il loro assenso alle riprese di una pellicola blasfema per una sostanziosa contropartita in denaro (circa 150.000 euro). «La Chiesa non dovrebbe accettare soldi per una storia che non è vera. C'è qualcosa che non va. Bisognerebbe pregare di più e allora i soldi arriverebbero» ha spiegato sdegnata la suora al Times.
Alla religiosa non va giù che la cattedrale faccia da sfondo a una storia che sconsacra la figura di Cristo. Ma per il decano di Lincoln, anche se il bestseller di Dan Brown racconta «un mucchio di vecchie sciocchezze», l'offerta di girare il film nella cattedrale era troppo buona per essere rifiutata.