Super assessorato sociale Scelli in campo con la Cdl

L’ex commissario della Cri: «Ferrante ha sempre sostenuto via Corelli. E ora?»

Maurizio Scelli sosterrà Letizia Moratti nella corsa a sindaco di Milano. L’ex commissario straordinario della Croce rossa guiderà una lista collegata al candidato della Cdl che comprenderà rappresentanti di «Italia di nuovo», di «Sos Italia» di cui è leader Diego Volpe Pasini e degli ambientalisti guidati da Giorgio Canesi. «Scelli - le parole della Moratti - ha dimostrato di saper gestire situazioni molto complesse e ora porterà la sua competenza nel percorso che abbiamo intrapreso». E ricordato che Scelli seppe affrontare il terremoto in Molise, la missione in Irak con la liberazione delle due Simone e la devastazione dello Tsunami.
«Letizia fa politica con passione - ricambia Scelli -, le quote rosa non servono quando ci sono persone di peso e di capacità». Sulla possibilità poi che l’ex commissario Cri entri a far parte della giunta, la Moratti taglia corto: «Corriamo insieme per vincere e di questo non abbiamo parlato». L’obiettivo di Scelli è fare di Milano un «laboratorio, la capitale di come si può essere accanto ai deboli», fare in modo che «il mondo del sociale si riunisca», «costruire una vera rete di volontariato». E per questo propone un «superassessorato del sociale». «I nostri valori - aggiunge - sono quelli dell’identità cristiana, della difesa della famiglia e del rispetto della vita, dall’embrione alla fine. E sono valori che guardano più al centrodestra che al centrosinistra». Ma è pronta la bordata per l’ex prefetto e ora candidato del centrosinistra Bruno Ferrante. «Con Ferrante ho avuto un rapporto istituzionale meraviglioso. Con noi ha sostenuto l’importanza del centro di via Corelli. Mi chiedo ora come farà a mettersi d’accordo con le forze della sinistra come i no global che vogliono chiudere i centri di prima accoglienza».
All’ora di pranzo passaggio tivù per la Moratti. Ospite di Maria Latella negli studi di Sky TG24 Pomeriggio, parla di Ici, tariffe Atm, ticket d’ingresso e di una Milano più bella. E poi, a domanda precisa, confessa che l’essere stata un ministro e ora candidata del centrodestra le ha alienato qualche simpatia «nel circuito della buona borghesia lombarda».
«Primo perché sono stata e sono parte di un governo Berlusconi, anche se sono un ministro tecnico. Secondo perché credo che purtroppo la riforma della scuola, probabilmente anche per colpa mia, sia stata spiegata male. Talvolta sono state dette anche bugie e quando le bugie si dicono una, due, tre, quattro volte, alla fine purtroppo rischiano di sembrare la realtà».