Il super-conto Ior Le suore, i matti e il fiume di miliardi

Sono le suore Ancelle della Divina Provvidenza, che negli anni ’90 curavano i malati di mente del centro psichiatrico Don Uva di Bisceglie, a conquistare la palma del conto allo Ior più cospicuo: il saldo durante le verifiche nella banca del Vaticano ammontava a 55,4 miliardi dell’epoca ovvero 43,5 milioni di euro dei giorni nostri con la rivalutazione monetaria di oggi.
Difficile risalire all’origine di tutti questi soldi. Forse lasciti, eredità? Di certo la commissione segreta che la Segreteria di Stato e il presidente dello Ior Angelo Caloia avviarono nel 1992 indicò questo deposito tra quelli operativi con denaro dubbio della struttura di monsignor Donato de Bonis, già segretario di Marcinkus. La Congregazione, fondata da don Uva nel 1922, incassa dallo Stato 100 euro per ogni paziente.