Super Denis un carrarmato re dei bomber a sorpresa

Ha dovuto raggiungere le trenta primavere per dimostrare il suo valore. E da ieri con la seconda doppietta in maglia nerazzurra, German Denis, soprannominato El Tanque (il carrarmato) ai tempi dell’Independiente, guarda tutti dall’alto con i suoi 9 gol (e un rigore sbagliato) in 11 partite che lo eleggono capocannoniere della serie A. Argentino di passaporto italiano, sta ripagando la fiducia di chi, dopo le stagioni in chiaroscuro a Napoli e Udine, lo ha voluto fortemente all’Atalanta. L’allenatore Colantuono si è battuto a lungo per averlo e il ds Marino è riuscito a portarlo in nerazzurro 24 ore dopo l’uscita dell’Udinese dai preliminari di Champions.
Era una scommessa, guardando le sue cifre italiane. Diciassette reti in 3 stagioni di A, non certo un bottino degno di una punta di peso, dotata di uno spiccato senso tattico e di qualità per aprire spazi invitanti ai compagni. «Sia a Napoli sia a Udine ho fatto fatica, visto che prima ero abituato a giocare sempre, ma ho accettato le decisioni di chi mi ha allenato in passato, anche perché ho avuto bisogno di qualche mese per ambientarmi perfettamente», così Denis.
A Bergamo la musica è cambiata e i suoi gol, oltre che fargli riconquistare un posto nella nazionale argentina, hanno azzerato subito la pesante penalizzazione dell’Atalanta. «Credo che avesse solo bisogno di giocare con continuità per mettere in mostra le sue qualità», così Colantuono. Ieri il suo ex tecnico Guidolin gli ha fatto i complimenti. «Non posso imputare nulla di negativo al mister, mi ha sempre dato fiducia quando l’ho meritata, d’altra parte avevo davanti Sanchez e Di Natale». Già, Totò, ora un gol sotto al Tanque. Che non vuole certo fermarsi qui. Sabato sfiderà il Napoli, non cederà all’emozione.