«Super Ecopass a gennaio? I treni rischiano il collasso»

Nessuno mi ha chiesto di sedermi al tavolo

L’introduzione del super Ecopass da gennaio rischia di mettere in crisi il sistema dei trasporti. E le misure anti smog non concordate «su scala almeno regionale» non servono e creano solo disagi. A lanciare l’allarme è Giuseppe Biesuz, amministatore delegato di TreNord, la società ferroviaria regionale nata dalla fusione tra TrenItalia e LeNord.
Biesuz, il super Ecopass sul modello congestion charge (ovvero tutti pagano per entrare in centro) funziona?
«Mi meraviglio che non si sia pensato che una questione così delicata dovesse essere decisa a un livello superiore».
Cioè?
«Quantomeno regionale. Parliamo ormai di una grande Milano da 4 milioni di cittadini sui 10 di tutta la Lombardia. E io che sono l’ad del secondo gruppo di trasporti in Italia, a oggi non ho ancora nemmeno ricevuto una telefonata per sedermi a un tavolo».
Immagino che voglia dire che va considerato anche il trasporto pubblico.
«Parlo da manager e la politica la lascio ai politici. E sono anche convinto che sia giusta la strada dei disincentivi che ha cambiato il volto a una città come Londra».
È convinto, però...?
«Se si vuol spingere a passare dall’auto privata al trasporto collettivo come sta facendo tutta Europa, bisogna fare un ragionamento di mobilità sistemica».
Spieghi meglio.
«Un sistema complessivo. Con un’immagine, un tunnel che porti da casa fino al posto di lavoro».
Mica male.
«Si parla di ultimo miglio, ma anche di bike sharing, car sharing, parcheggi a monte, servizi su gomma complementari e non in concorrenza con quelli ferroviari. E poi l’informazione e l’educazione al percorso».
Educazione al percorso?
«Si può spiegare quale sia la via migliore. Incanalare i viaggiatori verso i parcheggi o le linee meno cariche. L’ho già detto, un ragionamento di mobilità sistemica».
In tempi di smog alle stelle, forse varrebbe di più di ipotetiche targhe alterne.
«Definire azioni su più ampia scala sarebbe un modo più efficace di affrontare il problema».
Il sindaco Pisapia prima ha approvato una delibera per il blocco, ma al momento di applicarla fa marcia indietro.
«Non do nessun giudizio, ma è la dimostrazione di quello che dico. Che le misure vanno concordate su tutta la regione».
Vuol dire la Regione, con la «r» maiuscola?
«Credo sia quello l’ente regolatore dove si deve aprire il tavolo».
Pisapia ha annullato il blocco anche perché il trasporto pubblico sarebbe andato in tilt.
«Nelle ore di punta il nostro carico è al 110 per cento».
Con il super Ecopass in molti sceglieranno il treno.
«Secondo alcuni calcoli, ci saranno 60mila auto in meno e si dice 104mila persone in più sul trasporto pubblico locale. Significano per noi altri 30mila passeggeri».
Sarà un problema.
«Da manager dico che non sarà banale gestirle con questo sistema ferroviario. Già oggi stanno aumentando gli interventi del 118 per passeggeri che si sentono male su treni troppo carichi».
Ci vogliono investimenti.
«Stiamo già investendo 250 milioni di euro e di qui all’Expo altri 200. Passeremo dalle 650mila persone trasportate oggi a 800mila».
Una proposta?
«Per esempio diversifichiamo le tariffe e spalmiamo i viaggiatori su un maggiore arco di tempo».
Le targhe alterne?
«Un conto è raccontare le cose, un altro è metterle in pratica».
Come se ne esce?
«C’è poco da inventare. Basta guardare Parigi, Berlino, Madrid dove i trasporti urbani ed extraurbani sono integrati gestionalmente. Serve l’integrazione tariffaria, ma soprattutto un’unica testa pensante».
Funzionerebbe?
«A Parigi nessuno si sogna di muoversi con la propria auto».
Lei ha parlato di integrazione tra Atm e TreNord.
«Può essere un’idea. Io l’ho detto, ma nessuno ci ha sentito. Forse ho parlato straniero».