Il super Ecopass non piace neanche a Assolombarda: "Incontro non positivo"

Gli industriali escono insoddisfatti dal vertice con il Comune. Buongiardino (Confcommercio): "Servizio di scuolabus per ridurre del 10% il traffico". L’assessore D’Alfonso: "Tutti scontenti? Vuol dire che va bene"

Anche Assolombarda boccia il super Ecopass di Pisapia.«Un incontro per nulla positivo», il commento dopo l’incontro di ieri con gli assessori Pierfrancesco Maran e Franco d’Alfonso («Tutti scontenti? Vuol dire che va Bene»). Ma oggi l’associazione degli imprenditori presenterà un dossier con critiche puntuali. E così prende sempre più corpo la decisione del Pdl di una raccolta di firme per abolirlo (come già promesso da Letizia Moratti in campagna elettorale), mentre anche la Lega ha già annunciato l’apertura di trenta gazebo per chiederne l’archiviazione. «È un’esperienza che ha già dato i suoi frutti», come confermato dall’ultima variazione al bilancio del Comune che ha registrato 3 milioni e 200mila euro in meno di incassi rispetto alle previsioni. Il che significa che calano gli ingressi in centro o che il parco auto è più «pulito».
Ieri giornata di incontri. Oltre a quello con Assolombarda, il centrodestra ha visto i rappresentanti delle categorie produttive. Di «effetti devastanti sulle attività commerciali e sullo shopping, con il rischio di un’ulteriore recessione» parla il capogruppo del Pdl Carlo Masseroli al termine dell’appuntamento a cui hanno partecipato Marco Osnato, Riccardo De Corato, Giulio Gallera e Armando Vagliati. Dall’altra parte del tavolo Confcommercio, Canfartigianato, Confesercenti, Federesercenti, Unione del commercio, Unione artigiani, gli autotrasportatori. «C’è grandissima preoccupazione per le conseguenze sul sistema produttivo - racconta Masseroli al termine - Soprattutto in un momento di crisi, perché diminuire la possibilità di movimento, significa meno opportunità per tutti». Se la precedente versione del provvedimento, quella decisa dall’amministrazione Moratti e tuttora in vigore, «ha avuto effetti discreti con il risultato di aver incentivato le categorie produttive a ringiovanire il parco mezzi, con veicoli meno inquinanti», la cosiddetta Fase 2 del ticket «è evidente a tutti che non è un provvedimento per l’ambiente - prosegue Masseroli -, perché non ha effetti in quel campo, ma al contrario avrebbe ripercussioni nocive sul sistema economico». Il rischio è che «nello shopping, i cittadini si troveranno a pagare l’Ecopass due volte: la prima quando entrano in centro, la seconda come rincaro sul prezzo a cui saranno costretti commercianti e artigiani. Con il rischio di un’ulteriore recessione perché il diritto alla mobilità in questo momento è il miglior sostegno all’economia». Mentre Simonpaolo Buongiardino dell’Unione del commercio sottolinea come «dallo studio dei flussi si ricavi che il traffico dovuto all’accompagnamento e al ritiro dei ragazzi dalle scuole incida tra il 5 e il 10 per cento». Di qui la proposta di rivedere il servizio radiobus e sostituirlo con gli scuolabus. «Che avranno l’effetto di ridurre la congestione e offrire un’educazione ambientale a ragazzi e genitori». Di Ecopass come «esperienza esaurita» parla anche De Corato che osserva come il problema non siano le auto dei milanesi, ma le 6-700mila che ogni giorno entrano in città. Per il presidente della commissione Mobilità e Ambiente Carlo Monguzzi (Pd), «in tutti i luoghi dove si sono applicate forme di riduzione del traffico, a cominciare da Milano in via Dante e corso Vittorio Emanuele, il volume di affari del commercio è aumentato». D’accordo, invece, sull’abolizione del pedaggio è Stefano Maullu. «Approvo - spiega l’assessore regionale al Commercio - l’idea di Carlo Masseroli di raccogliere le firme per abrogare un provvedimento inutile. In un momento di crisi come quello che stiamo vivendo, Ecopass si è rivelato un provvedimento negativo per commercianti e cittadini».