Super Fiorentina sbatte contro i pali E la Juve ringrazia

I legni fermano Ujfalusi e due volte Toni. Gioco spettacolare: a segno Trezeguet, Pazzini e Camoranesi

nostro inviato a Firenze
La Fiorentina prende tre pali e la Juve si prende i tre punti. Niente guerriglia ma buon football, finalmente. Almeno per un’ora due squadre vere, senza prudenze tattiche o isterie agonistiche, pubblico degno dell’evento, a parte i soliti noti e i tredici botti, bombe carta intendo, che hanno fatto da cornice con gli striscioni da repertorio. Suonano le campane attorno al Franchi ma a far festa è solo la Signora omicidi che viaggia con otto punti di vantaggio sul Milan. Qualcuno già parla e scrive di svolta tricolore dimenticando che proprio otto punti, nel passato juventino e non soltanto juventino sono un patrimonio che può essere bruciato nel giro di qualche mese.
La Juve ha vinto 2-1 e la Fiorentina strilla la sua rabbia non contro l’arbitro che non ha combinato guai, a parte qualche amnesia nelle ammonizioni, ma contro la sfortuna che per tre volte, nelle due traverse di Toni e Ujfalusi e nel palo ancora colpito dal Toni, le hanno tolto lo sfizio di battere la Juve, così come era accaduto col Milan. Dal trittico infernale (Milan-Roma-Juve) la squadra di Prandelli esce con un totale di quattro punti che non ridimensionno affatto i suoi progetti e la qualità del suo impianto.
La Juve ha giocato un primo tempo sontuoso, come non le accadeva da tempo, andando al gol dopo nove minuti con una combinazione da accademia tra Emerson, Ibrahimovic e Trezeguet. la difesa viola era mal posizionata, Di Loreto ha ingannato Pasqual e il francese ha approfittato della dormita generale. La Juve ha ribadito la propria buona salute con un gioco intelligente, tenendo basso il ritmo e ripartendo in contropiede grazie alla condizione ottima di Camoranesi e alla perfidia della coppia di punte. È venuto meno l’apporto di Vieira che ha infastidito per la lentezza e la presupponenza di certe giocate sulle quali sono piombati ora Donadel ora Brocchi ora Pazienza. Scarso anche l’apporto dei due esterni difensivi, Zambrotta, bolso di idee, e Chiellini, forse emozionato come ex. Ma l’impianto juventino ha retto benissimo e Frey ha salvato almeno tre situazioni pericolose mentre la Fiorentina lentamente si è destata dal torpore. Toni ha colpito una traversa, deviando con la testa il cross di Pasqual, ma poi ha imbastito la propria partita giocando da solo contro tutti e contro tutto, innervosito al punto da litigare anche con Capello. Prandelli ha dovuto rinunciare a Jorgensen dopo dieci minuti e la sorte gli ha dato una mano perché Pazzini, subentrato al danese, è essenziale per i viola. Il ragazzo di Pescia ha le caratteristiche della prima punta e dunque è difficile accoppiarlo con Toni ma ha senso del gol e tempo giusto nei movimenti, deve migliorare nel lavoro tattico per la squadra, e il suo gol, bellissimo nello stacco e nella deviazione, ne è stata la conferma.
A un primo tempo pieno di cose ha replicato una ripresa più sgonfia, quasi le due squadre temessero la svolta e tendessero al pari. In verità è cresciuta la Fiorentina ma Prandelli non ha grandi artisti e dunque la squadra viola ha dovuto fare i conti con i gregari e qualche protagonista stagionale, il palo di Toni, a un quarto d’ora dalla fine, è stato il segnale di una domenica jellata per i fiorentini e da superenalotto per la famiglia torinese. Così è stato proprio quando si pensava che il pareggio ribadisse l’equilibrio di giovedì sera in coppa Italia. L’errore di Pancaro, che era appena entrato al posto di Brocchi, ha permesso a Camoranesi di fissare la vittoria. Ma siamo soltanto all’inizio di dicembre e l’anno nuovo, con i mondiali e tutto il resto, può riservare sorprese per tutti.