Super golf, Otto fa i numeri e mette il sigillo all’Open dei record

Il sudafricano vince con 263 colpi: un primato per il torneo. Straordinario successo di pubblico con almeno 41mila presenze. <a href="/a.pic1?ID=260946" target="_blank"><strong>Soffia il vento di Soffietti</strong></a>

da Tolcinasco (Milano)

I 283.330 euro che costituivano il premio per il vincitore del 65° Methorios Capital Italian Open di golf maschile sono entrati nelle tasche del sudafricano Hendrik Johannes Otto, trentunenne di Boksburg, al suo primo successo nel Tour europeo.
Hennie, come lo chiamano gli amici, è un tipo simpatico e singolare. Riferiscono gli almanacchi che la moglie Liezel gli da regalato un figlio, al quale, con piena responsabilità del padre campione, è stato imposto il nome Hendrik Johannes. Lo stesso, appunto, di papà. Però!
Hennie ha firmato ieri la maratona di Tolcinasco con merito pieno per come in quattro giornate aveva interpretato la gara. Ma ha dovuto in qualche modo soffrire duramente perché Wilson e Karlsson lo hanno inseguito sino al paio di buche conclusive. Basti dire che Otto ha chiuso il torneo a -25 (nel 2006 Francesco Molinari si era affermato a -23) contro il -24 dell'inglese e il -23 dello svedese. Ma alla fine lui sembrava molto sereno, anche se forse non aveva capito (non conoscendo la nostra lingua) che da un microfono ufficiale del palco delle premiazioni gli era stata attribuita, per errore banale di dizione (chiamiamola una piccola gaffe), la corona del 56° e non del 65° Open d'Italia. Pazienza. Shakespeare diceva che persino negli eventi più drammatici si può cogliere una nota comica.
Otto è comunque un personaggio che è piacevole incontrare anche perché, forse suo malgrado, sa essere se stesso e anche qualcun altro. Per esempio, si è visto qui a Tolcinasco, ha una controfigura: Emanuele Canonica, che purtroppo si è piazzato soltanto 43° (a -10) dietro Edoardo Molinari, 17° (a -14) e Soffietti, 10° e primo degli azzurri (-17). Del Peppo infatti ha pressappoco la stessa stazza fisica: il collo taurino, le spalle larghe e forti, la statura, il peso e persino il medesimo taglio di basette. Ne ho giusto parlato al cellulare con Canonica, già in viaggio per l'Irish Open, e lui ne è rimasto divertito. «Trovo che sia abbastanza vero. Peccato che in questo Open io non fossi Otto e lui non fosse Canonica».
Al di là di certi connotati tecnici e di colore dell’Open, molto bene organizzato dal direttore Donato Di Ponziano, va posto l'accento su una nota importante di pura cronaca, e questa riguarda la partecipazione del pubblico che stavolta, dobbiamo dirlo, beneficiava dell’ingresso libero, cosa non trascurabile nei tempi che corrono. Ebbene gli uffici segreteria del torneo hanno registrato un’affluenza record di circa 41.000 persone (numerosissimi i giovani e i bambini) nell'arco delle quattro giornate: 6.000 nella prima, 10.000 nella seconda e nella terza, 15.000 ieri per l’epilogo.
È possibile, anche in base a questa nuova dimostrazione di gradimento popolare, capire o immaginare dove si svolgerà l'Open dell'anno prossimo? Negli ultimi cinque anni lo ha ospitato Tolcinasco, una delle perle dei Circoli lombardi. E poi? Le voci che strisciano sono queste. Fermo restando un eventuale, garbato interessamento degli Agnelli ai quali non dispiacerebbe portare il torneo al Royal Park di Torino, resta fortemente possibile che almeno nel 2008 l'Open resti a Tolcinasco, non si sa ancora sotto il segno (finanziariamente molto concreto) di quale «title sponsor». Di Ponziano ha commentato così le nostre ipotesi. «Per trasferire l'Open in altra sede, occorreranno presupposti economici, di ricezione e strutturali migliori di quelli che ci hanno accompagnato qui a Tolcinasco. E, visto anche il successo di quest'anno, credo che non sarà facile trovare una nuova soluzione». Vedremo.