Il super latitante Scotti ora ha un nuovo volto In fuga da trent'anni

Pasquale Scotti, latitante fin dal 1984, ora ha un nuovo identikit. L'uomo, accusato tra l'altro dell'omicidio di una giovane ballerina, è stato condannato all'ergastolo

La polizia ha diffuso oggi un nuovo identikit di Pasquale Scotti. L'uomo, latitante fin dal 1984, dopo che era evaso rocambolescamente dall'ospedale civile di Caserta, fa parte dell'elenco dei dieci ricercati di massima pericolosità, stilato dal ministero dell'Interno. Scotti è sempre riuscito ad evitare la cattura, nonostante il mandato fosse valido a livello internazionale.

Le immagini relative al nuovo identikit, create dalla Polizia scientifica di Napoli, presentano il latitante con i capelli bianchi, visibilmente invecchiato. Scotti è stato per lungo tempo elemento di spicco del cartello camorristico della Nco, a capo di cui si trovava il boss Raffaele Cutolo. Scotti è considerato uno dei più fedeli al boss, protagonista della faida che aveva opposto l'Nco al cartello antagonista della "Nuova famiglia", nel quale si erano radunate più famiglie rivali.

Scotti fu arrestato nel 1983 a seguito di una sparatoria con la polizia, durante la quale fu ucciso un suo affilitato, Luigi Angelino, e lui stesso fu ferito. Tuttora è ricercato perché ritenuto mandante dell'omicidio di una giovane ballerina, Giovanna Matarazzo, legata a Vincenzo Casillo, altro esponente dell’organizzazione criminale cutoliana. Dopo la cattura Scotti iniziò a collaborare con la giustizia, svelando diversi fatti relativi all'organizzazione camorristica. Le dichiarazioni fatte furono però solo strumentali al piano di fuga - almeno secondo la Questura. Nel periodo della sua latitanza Scotti è stato condannato all'ergastolo dalla Corte d'Assise del tribunale di Santa Maria Capua Vetere e avvistato più volte, in Lombardia, successivamente in vari stati del Nord-Est europeo, poi in altri Paesi esteri. Secondo la Polizia Scotti sarebbe però tuttora legato al suo territorio d'origine, se non altro attraverso terzi, dato che la famiglia e la madre si trovano ancora lì.