La super-Pontina: il piano regionale è già dimenticato

Che fine ha fatto la Superpontina? Il fiore all’occhiello della gestione Marrazzo sembra essere appassito prima ancora di sbocciare. Era il 5 giugno 2007 quando l’allora presidente della Regione Lazio annunciava in pompa magna l’avvio del nuovo collegamento autostradale tra la capitale e il capoluogo pontino. Una lingua d’asfalto nuova di zecca la cui prima pietra doveva essere posata nel 2008 con data ultima dei lavori 2012. Ma caduto il governatore di questa grande opera pubblica non se ne è più parlato, anzi è addirittura finita nel mirino del prefetto di Latina Frattasi nella sua relazione antimafia.
Tutto è in alto mare per motivi economici, politici, opportunistici, ambientali. Manca un importante finanziamento per la realizzazione definitiva dell’opera da parte del Cipe, il Comitato interministeriale dei prezzi. Lo ha annunciato nei giorni scorsi lo stesso presidente della Commissione Urbanistica della Regione, il consigliere pontino del Pd, Claudio Moscardelli. «Nell’ultima seduta del Cipe - ha detto - il Ministero dei Lavori Pubblici non ha approvato l’ultima parte del finanziamento necessario per l’Autostrada Roma-Latina e per la bretella di collegamento con l’A1 Campoverde-Cisterna-Valmontone». Il progetto, insomma, è prossimo all’aborto. Del resto si tratta di un’opera non da poco (due miliardi di euro, dei quali il 40 per cento a carico dello Stato e il 60 dell’aggiudicatario). Sulla realizzazione di quest’opera viaria pesa anche il no compatto del PdL regionale. «La Superpontina è un'opera dannosa senza né capo né coda - tuona il consigliere Luigi Celori - visto che manca l’accesso a Roma e il tratto Latina-Formia». Non solo: proprio ieri è arrivato il parere unanime della II Commissione provinciale Viabilità sull’istituzione di un Tavolo operativo tecnico-istituzionale formato da Astral (Ente capofila), Regione e Provincia di Latina per affrontare e risolvere i problemi della viabilità territoriale, in latitudine e in longitudine. E un no deciso arriva anche dal Comitato No Corridoio Roma-Latina. In una nota nel blog del sito il portavoce Gualtiero Alunni fa sapere che l’unica certezza rimane l’inutilità dell’opera per i pendolari e la devastazione per l’ambiente, le residenze e le attività agricole.